Cucina lombarda, tutti a tavola con le ricette dei "Promessi Sposi"

Tra letteratura e gastronomia
Le ricette del pranzo di nozze di Renzo e Lucia, ma anche le usanze gastronomiche del territorio brianzolo in generale sono raccolte nel recente volume della scrittrice e ricercatrice milanese Patrizia Rossetti In cucina con I Promessi Sposi. Ricette e tradizioni della Brianza, della Lombardia e della cucina povera, edito a Varese da Pietro Macchione (pp. 178, costa 20 euro, ma il prezzo scende a  17 euro se lo si ordina direttamente sul sito Internet ufficiale dell’editore www.macchionepietroeditore.it).
Il libro è stato tra l’altro di recente presentato anche in una libreria di Como, la Feltrinelli di via Cesare Cantù, con tanto di degustazione
di prodotti tipici lombardi.
È un viaggio che spazia  dal pan Mataloch (il panettone del Lario) alla minestra gallega (la cassoela spagnola), dai missoltit (agoni essiccati) alle salse medievali, con cenni alla storia della cucina lombarda.
Il libro dimostra quanto il romanzo del Manzoni sia penetrato nella cultura italiana a tutti  i livelli, dalla letteratura al cinema, dalla televisione alla cucina.
Il volume edito da Macchione è accompagnato dalle preziose e celebri illustrazioni manzoniane di Francesco Gonin e fotografie d’epoca e propone, infatti, 150 ricette della cucina povera e frugale del popolo, simile a quella dei monasteri, volti a mantenere la semplicità e le abitudini culinarie.
Inoltre, ad ogni personaggio del celebre romanzo manzoniano, viene accostata una ricetta, che ben si addice con la sua personalità o con il suo aspetto e che accompagna il lettore alla scoperta di piatti storici, ai quali talvolta sono legate anche leggende e curiosità, ormai dimenticate o addirittura scarsamente conosciute.
Così tra un’anguilla alla don Abbondio e un cappone all’Azzeccagarbugli, una cervella all’Agnese e una torta paesana alla Lucia, il lettore può costruirsi un menù personale, costituito da cibi semplici ma appetitosi, come quelli sempre presenti sulle tavole nei giorni delle feste.
In ogni paese, infatti, le ricorrenze religiose venivano festeggiate con piatti tradizionali quali i tortelli di san Giuseppe, il capretto arrosto di Pasqua o i formaggini di capra del Lunedì dell’Angelo, la cazzuola del giorno dei morti o le castagne lesse e i filoni del primo novembre, senza dimenticare il “busecchin de magher” da consumare rigorosamente allo scoccare del mezzogiorno del 24 dicembre.
Queste pietanze, indubbiamente invitanti, non sono solo la testimonianza tangibile delle nostre abitudini gastronomiche e sono destinate ad uscire dalle pagine scritte per trasformarsi in succulenti portate, dal momento che l’autrice fornisce dosaggi e fasi di lavorazione di ogni singolo piatto.

Cristina Fontana

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