Cultura in lutto, addio a Vittorio Brambilla

Si è spento all’età di 53 anni, portato via da un male che non dà scampo, il comasco Vittorio Brambilla, docente di materie letterarie dapprima alle medie di Asso, poi all’istituto Romagnosi di Erba, al Collegio Gallio e infine al Setificio. L’editore varesino Macchione lo scorso dicembre ha pubblicato la sua raccolta di poesie Il mare da Mosciano. Brambilla è stato da sempre  cultore della poesia, con una visione leopardiana dell’esistenza e anche della scrittura e con esiti vicini a Giorgio Caproni (“Mi vien da piangere, / ma non ci riesco; / ora vado, esco / c’è tutto un cielo cupo, nero, gonfio, da infrangere”). Brambilla era anche un grande appassionato di cinema e si era cimentato nella regia.  Come ha scritto in un toccante epicedio che si rivolge direttamente all’amico scomparso il comasco Giovanni Lischio, scrittore che gli è stato fino all’ultimo vicino, “lasci in eredità un vasto numero di poesie attraverso le quali quotidianamente – direi ostinatamente – hai osservato, indagato, scavato, nel tentativo di interpretare e dare un senso alla vita. Per giungere alla conclusione – amara – che il nostro è un vivere senza perché, come dichiari in una tua breve lirica. L’altro lato – forse meno conosciuto – della tua personalità, era l’amore viscerale per il cinema che ti spingeva non solo a frequentare le sale, ma a cimentarti direttamente con la macchina da presa.   Se la poesia è stato il tuo pane quotidiano, la tua vita, il cinema ne è stato il respiro laterale. Un binomio perfetto per rendere visibili – attraverso le parole e le immagini – i fantasmi che continuamente si agitavano nella tua anima”. I funerali di Vittorio Brambilla si svolgeranno domani, 20 febbraio, alle 15 nella parrocchiale di Albavilla, località dove viveva. 

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