Cultura, nel Comasco persi 630 posti di lavoro

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Come sta il comparto economico della cultura lariano dopo oltre un anno e mezzo di pandemia? Sicuramente sta ancora soffrendo, ma dopo il crollo del 2020 ci sono timidi segnali di ripresa. La fotografia sull’economia della cultura è stata realizzata ieri dalla Camera di Commercio di Como Lecco. Si tratta, è bene precisare, di un settore allargato, che spazia dall’architettura al design, alla comunicazione, al comparto audiovisivo e della musica, dei videogames del software, dell’editoria e della stampa, fino alle performing arts e arti visive fino al patrimonio storico e artistico.

Nell’area lariana il valore aggiunto prodotto nel 2020 dal “sistema produttivo culturale e creativo” risulta pari a 1,2 miliardi di euro (il 4,9% del totale delle due province), di cui quasi 770 milioni a Como (5,2% del totale) e poco più di 400 a Lecco (4,5%). Tra il 2011 e il 2020 lo stesso valore aggiunto era diminuito di quasi 1,2 milioni, ma mentre a Como era cresciuto del 13% a Lecco era calato del -14,2%.
Pesante però la contrazione comasca rispetto al pre-pandemia. Dal 2019 al 2020 il calo è stato di oltre 127 milioni di Euro, di cui -86,9 Como e -40,5 Lecco (in percentuale: Lario, -9,8%; Como -10,2% e Lecco -9,1%). Nel 2020 Como era terza in Lombardia (dietro a Milano e Monza e Brianza) e 23ª in Italia.

Interessante anche il dato relativo all’occupazione. Il settore occupava nel 2020 circa 21.500 addetti (poco più di 14mila a Como e 7.400 circa a Lecco), pari al 5,7% della forza lavoro complessiva lariana (Como 6%; Lecco 5,2%). Gli occupati risultano in calo di circa 600 unità rispetto a dieci anni fa, ovvero all’anno 2011, ma non a Como dove sono cresciuti di 60, mentre a Lecco sono scesi di -680. Il passivo sul fronte occupazionale si sente invece nel raffronto tra il 2020 e il 2019, quando sono stati persi quasi 900 addetti, -4% (-630 a Como e -250 a Lecco, -4,3% e -3,3%). Tra il 2011 e il 2019 l’incremento era stato di 270 lavoratori: +1,2% (+690 a Como e -430 a Lecco: rispettivamente +5% e -5,2%).
Como occupa sempre la 3ª piazza tra le province lombarde (17ª in Italia), mentre Lecco è 6ª (39ª a livello nazionale). Rispetto al 2011, Como recupera 9 posizioni nella classifica nazionale e una in quella regionale. Viceversa, Lecco resta stabile in Lombardia e ne perde 10 in Italia.

Nel 2020 gli addetti delle imprese culturali italiane erano quasi 1,5 milioni di persone, pari al 5,8% del totale degli occupati, in calo dell’1,1% rispetto al 2011 (dunque, oltre 16mila unità in meno): +2,5% nel periodo 2011-2019 (pari a circa +36mila lavoratori) e -3,5% nel 2020 (circa -52.200 occupati).
La Città di Volta registra due primi posti in Italia, nei settori “architettura e design” ed “editoria e stampa”. Lecco è 7ª nella “architettura e design” e 23ª nella “comunicazione” (Milano mette a segno tre secondi posti, un terzo, un settimo e un nono posto nazionale). A Como le imprese culturali sono diminuite sia nei confronti del 2011 che rispetto al 2019, rispettivamente -5,4% e -5%; a Lecco -6,1% e +1,5%).

In Lombardia, nel 2020, gli addetti del sistema culturale nel complesso erano poco più di 339.400 e rappresentavano il 7,2% del totale degli occupati, in crescita del 3,7% rispetto al 2011 (pari a quasi 12mila unità in più): +7,6% nel periodo 2011-2018 (+24.800 lavoratori) e -3,7% nel 2020 (-12.900 occupati).

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