Cura e riabilitazione delle lesioni cerebrali, il Moriggia Pelascini si allea con Innsbruck

Presto una nuova ala nel presidio di Gravedona
Gca: un acronimo che indica le gravi cerebrolesioni acquisite. Con questa definizione si intendono le conseguenze, spesso terribili, di incidenti automobilistici, ma anche di seri infortuni sportivi o, ancora, di cadute accidentali. In molti casi questo tipo di cerebrolesioni è la conseguenza di violenze o di atti di autolesionismo, oltre che di cadute accidentali. L’ospedale Moriggia Pelascini di Gravedona ha deciso di essere in prima linea sul fronte della riabilitazione.
Una nuova
ala del nosocomio, di prossima apertura, sarà dedicata proprio al recupero precoce dei pazienti colpiti da cerebrolesioni acquisite. Le conseguenze delle Gca possono essere drammatiche e invalidanti: disturbi legati al comportamento, alla capacità di prestare attenzione e di utilizzare il linguaggio verbale. Patologie che possono mettere seriamente a repentaglio l’autonomia del paziente.
La struttura lariana da pochi giorni ha iniziato una collaborazione con un luminare: il professor Leopold Saltuari, primario del Centro di neuroriabilitazione “Lkh Hochzirl” di Innsbruck, in Austria. Leopold Saltuari proprio in questi giorni ha già visitato alcuni pazienti, ricoverati nei reparti di neuroriabilitazione e di terapia intensiva. I medici della struttura di Gravedona, in vista di questo progetto, hanno visitato nei mesi scorsi l’ospedale di Innsbruck.
Da tempo il Moriggia Pelascini è in prima linea nel trattamento dei traumi cranio-encefalici e delle patologie cerebro-vascolari. Non solo è sede di un dipartimento di emergenza e accetazione, ma ha sviluppato diverse attività nell’ambito delle terapie neuroriabilitative, dall’utilizzo della robotica alla realizzazione di un’apposita piscina. Queste tecniche consentono interventi precoci e offrono maggiori possibilità di un recupero funzionale e cognitivo.
Secondo alcune recenti rilevazioni, almeno mezzo milione di italiani convive con le conseguenze di cerebro-lesioni. E sono registrati circa 9mila nuovi casi ogni anno.

Marco Proserpio

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