Cronaca

Da bene rifugio a palla al piede degli italiani

L’analisi
Era il bene rifugio per eccellenza, l’investimento preferito dagli italiani. Rischia di tramutarsi in una “palla al piede”. Stiamo parlando della casa, del mercato immobiliare in caduta libera e nel quale la parola “Vendesi” è diventata una speranza, un’ipotesi, una voglia che impiega mesi a trasformarsi in realtà. Basta fare attenzione, anche a Como, ai molti annunci, ai molti cartelli: che resistono mesi affissi sui muri e sui portoni, e che spesso vedono ritoccato al ribasso il prezzo.

La colpa? Della crisi mondiale che dal 2008 ci ha sconvolto la vita, certo, ma anche – per quanto riguarda l’Italia e quindi pure il Lario – di una politica fiscale sempre al limite della persecuzione, a volte al di là di questo limite. Per sua natura, infatti, l’investimento immobiliare è alla luce del sole. Vero, ci possono essere società e prestanome, ma di qualcuno quei muri devono essere. E, quindi, da Renzi – buon ultimo, non certo il più colpevole – indietro fino a chi l’ha preceduto, ecco che la tassazione su case e immobili in genere è stata interpretata come una sorta di “bancomat” per il governo di turno. Manca una manciata di miliardi? Basta aumentare la tassazione sulla casa. Oppure, ma non cambia di molto, sulla benzina.
Più che tassati tartassati, e per di più con procedure complicate, contorte, assurde, che è difficile capire anche per gli addetti ai lavori. Figuriamoci per l’uomo della strada.
Non c’è da stupirsi, dunque, se si è affievolito l’amore degli italiani per la casa. E se, anche a Como, gli immobili invenduti sono a livelli mai visti prima. Vorremmo ancora, sempre, investire in case. Ma per noi, non per uno Stato famelico e pretenzioso.

7 ottobre 2014

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