Cronaca

Da Bob Marley a De André. Alla Magistri due medici spiegano i rischi legati al vizio del fumo

alt Ieri mattina all’istituto tecnico di Lazzago
L’iniziativa ha coinvolto le classi II e III
A diciassette anni è probabilmente l’ultimo dei pensieri, ci sono la scuola, il divertimento, lo sport preferito e di certo non ci si ferma a riflettere sui danni provocati dalle sigarette fumate da soli o in compagnia. Ma non sempre va così: capita infatti di trovarsi ad affrontare gravi patologie senza avere ancora raggiunto la maggiore età. Il fumo, inoltre, rappresenta una della principali cause di morte nel mondo. Per tutti questi motivi è importante far conoscere ai giovani i rischi che

corrono, attraverso il dialogo con esperti all’interno degli istituti scolastici, come è avvenuto ieri mattina alla Magistri Cumacini.
Anna Maspero, primario di pneumologia dell’ospedale Sant’Anna di Como, e il collega Claudio Sorino hanno incontrato i ragazzi delle classi II e III dell’istituto tecnico industriale di Lazzago per parlare dei danni provocati dal fumo di sigaretta. Non una classica lezione, ma una sorta di quiz per coinvolgere i ragazzi che hanno risposto positivamente all’iniziativa.
«Da tempo tengo queste chiacchierate con gli studenti – spiega Anna Maspero – Penso che siano molto importanti perché credo che un medico, oltre che curare, debba anche aiutare a prevenire le malattie. È insito nella nostra professione. Le malattie respiratorie sono in costante aumento, quindi sta a noi informare in maniera seria le persone, ma soprattutto gli studenti, che sono il futuro».
Quaderno e penna pronti per gli appunti, i giovani studenti della Magistri si sono ritrovati a dover indovinare il nome di cantanti e attori per proseguire nella lezione. Attraverso la musica e il cinema, infatti, il dottor Claudio Sorino ha portato i ragazzi, passo dopo passo, a scoprire le storie “dietro” lo schermo. Fabrizio De André, Bob Marley, ma anche Wayne Mc Laren e George Harrison. Personaggi che hanno ottenuto fama e successo, ma che purtroppo si sono ritrovati in prima persona a testare le conseguenze della dipendenza da sigarette.
L’esempio che più ha colpito i ragazzi è quello di Mc Laren, che a 34 anni diventò il cowboy testimonial di un famoso marchio di sigarette. Dopo 25 anni da fumatore, nel 1992 morì per colpa di un cancro ai polmoni.
«Nonostante molto sia stato fatto a livello cinematografico per diminuire le immagini di fumatori nelle pellicole – sottolinea Claudio Sorino – credo che passi ancora il messaggio che fumare sia una cosa “da grandi” e questo purtroppo influenza i giovani. Bisogna quindi andare a monte con progetti educazionali che possano far comprendere che cosa vuol dire fumare e iniziare a fumare da ragazzi».
Secondo il rapporto annuale sul fumo redatto dall’Istituto Superiore di Sanità, ben il 79,9% dei fumatori intervistati, di età compresa tra i 15 e 24 anni, ha dichiarato di aver iniziato perché influenzato da amici e compagni di scuola. Sempre secondo l’analisi è emerso che i giovani esposti a film con immagini relative all’uso del tabacco corrono maggiormente il rischio di diventare fumatori.
Se in molti ieri hanno storto il naso scoprendo che nelle sigarette sono contenute 4mila sostanze nocive, come il catrame responsabile di tumori e gli agenti ossidanti che possono causare irritazioni acute e bronchiti croniche, la maggior parte degli intervenuti ha voluto sapere di più anche sulle sigarette elettroniche.
«Rispetto alla grande comunità scientifica sono fiducioso che un giorno la sigaretta elettronica potrà essere un valido aiuto – aggiunge Sorino – I dati scientifici oggi sono ancora limitati per poterla utilizzare come presidio medico. Credo che inalare 4mila sostanze nocive derivanti dalla combustione della carta, del tabacco e degli additivi sia molto peggio delle sigarette elettroniche, anche se con questi prodotti si inalano comunque nicotina e altre sostanze».
Soddisfatto dell’iniziativa per sensibilizzare gli studenti sui danni provocati dalla sigarette il preside della Magistri, Enrico Tedoldi. «Penso che per questi ragazzi sia fondamentale capire che cosa potrebbe accadere tra molti anni – dice – perché spesso a questa età quello che dicono gli adulti viene vissuto come una sorta di sfida e si può creare l’effetto contrario. È allora opportuno che, con l’aiuto di esperti, possano farsi un’idea loro, affinché giocando d’anticipo riescano a limitare i danni alla salute».

Francesca Guido

24 Gennaio 2013

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