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Da Cantù al trionfo Europeo: l’exploit di Schortsanitis e Tyus

altI giganti del basket
Una vittoria che a molti tifosi canturini ha fatto piacere. Perché nel Maccabi che ha vinto l’Eurolega – battendo il Real Madrid nella finale di Milano per 98-86 – c’erano due giocatori che, in anni recenti, hanno militato con la formazione brianzola: Sofoklis Schortsanitis e Alex Tyus.
Il primo ha militato con Cantù nel campionato 2003-2004, il secondo lo scorso anno. Entrambi condividono, oltre alla squadra di club e il ruolo di centro, il fatto di essere stati portati in Italia, da dove poi hanno spiccato il volo da Bruno Arrigoni, l’ex direttore sportivo di Cantù, oggi a Bologna. E proprio Arrigoni parla di questi due atleti, che lui ha scoperto.
«Due ragazzi che giocano in maniera differente – spiega – ma funzionali al progetto tecnico del Maccabi Tel Aviv. I due si integrano perfettamente».

Un Maccabi che ha vinto a sorpresa. La squadra israeliana non era favorita per il successo finale.
«In molti pensavano che la finale sarebbe stata fra Real Madrid e Cska Mosca. Invece il Maccabi ha avuto la meglio: ma non parlerei di sorpresa, perché questa è una squadra che rappresenta un Paese intero e che ha sempre grande carattere e forti motivazioni che si riscontrano in queste situazioni».
E con la formazione campione d’Europa c’erano due giocatori che lei in passato ha portato a Cantù. Parliamo un po’ di loro…
«Ben volentieri. Partiamo da Sofoklis Schortsanitis. Arrivò da noi giovanissimo, dopo un lungo tira e molla con il suo club greco, che non lo lasciava venire via».
Una scommessa, in pratica, visto che aveva 18 anni.
«I meriti della sua valorizzazione vanno dati anche al nostro tecnico di allora, Stefano Sacripanti, che gli diede fiducia. Schortsanitis era una ragazzo di buone prospettive, ma era chiuso, scontroso, aveva un carattere difficile e ancora non sapeva esattamente che strada prendere, non tanto nel basket, quanto nella vita».
Ma, tutto sommato, in Brianza non sfigurò.
«Come ho detto, era molto giovane, ma aveva un buon potenziale. Si capiva. Trovò qualche difficoltà, ma emersero anche le sue qualità: soprattutto capì che doveva sfruttare al meglio la sua grande massa muscolare. Ricordo che da noi migliorò anche la sua mano al tiro, con percentuali sempre migliori».
Completamente differente Alex Tyus, che giocò a Cantù nella stagione 2012- 2013, nella squadra guidata da Andrea Trinchieri.
«Ci serviva un buon giocatore d’area con passaporto europeo nel momento in cui non c’erano grandi garanzie per il recupero di Scekic, che era infortunato a un ginocchio. Un atleta non molto alto che punta sull’atletismo, anche se non era esattamente quello che avrebbe voluto coach Andrea Trinchieri, che ci aveva chiesto un uomo d’area, più alto e massiccio».
Ma alla fine non ha sfigurato, visto che poi è stato chiamato dal Maccabi, dove è cresciuto costantemente.
«A noi ha dato una buona mano e ha fatto onestamente il suo lavoro, si è adeguato e la sua stagione è stata complessivamente accettabile. Con lo stesso Scekic e con Marco Cusin ha pur sempre contribuito a portare la Pallacanestro Cantù a una semifinale per lo scudetto».
Due elementi massicci, come ha detto, ma molto differenti tra loro.
«Sicuramente – risponde Bruno Arrigoni – Shortsanitis si piazza in mezzo all’area ed è praticamente impossibile spostarlo ma, allo stesso tempo, la sua grande massa muscolare gli impedisce di stare in campo a lungo. Tyus va servito sotto canestro per favorire la conclusione ravvicinata o la schiacciata ed è anche molto bravo nelle stoppate. Ripeto: due atleti completamente differenti che si sono integrati benissimo».
In conclusione, lei sarà stato orgoglioso nel vederli protagonisti con la vittoria in Eurolega.
«Non lo nascondo: averli visti vincere mi ha fatto molto piacere: per me rimane comunque una bella soddisfazione».

 

Massimo Moscardi

Nella foto:
Schortsanitis, in una immagine della stagione 2003-2004 quando, all’inizio della sua carriera, era stato ingaggiato dalla squadra canturina.
20 maggio 2014

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