Cultura e spettacoli

Da Cristicchi agli Yo Yo Mundi, tanti nomi eccellenti nel disco dei Vad Vuc

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(m.prat.) Con una decina di album alle spalle, i Vad Vuc sono un’autentica leggenda del folk ticinese. A testimoniarlo è il nuovo album, Hai in mente un koala?. «Tutto è nato – racconta Cerno, alias Michele Carobbio, voce e chitarra – sul nostro furgone durante l’ultimo tour. Si scherzava, si parlava di donne e ci piaceva l’idea di trasferire questo clima goliardico e surreale sulla copertina del disco».
Come avete scelto i singoli, “Rise Again” e “Sota i Ciapp”?
«Il primo perché abbiamo ospite Finny McConnel dei Mahones e per far capire che i Vad Vuc erano ancora vivi dopo qualche cambio di formazione; il secondo, invece, perché racconta una

storia vera che ha una bella melodia con qualche sonorità sperimentale».
Questo è l’anno del folk, basta pensare al successo mondiale dei Mumford & Sons.
«Loro sono straordinari, io questa cosa la sento, mi piace l’idea che intorno alla musica popolare stiano succedendo tante belle cose».
In “Toulouse-Lautrec” avete addirittura Steve Wickham dei Waterboys.
«Quello con lui e il suo gruppo è un amore di lunga data, li abbiamo conosciuti a un concerto. Poi abbiamo fatto una cover in dialetto della loro sublime Fisherman’ Blues, che hanno gradito, ed è nata una fitta corrispondenza che non si è più interrotta. Questa canzone parla di un uomo che si ribella al disagio sociale che lo circonda».
C’è anche Simone Cristicchi, in questo disco.
«Già, un regalo incredibile. Avevamo suonato con lui una nostra versione della sua L’Italia di Piero, poi gli abbiamo chiesto se voleva cantare una strofa de Lo Stupido e Simone ha trovato il tempo di farlo nonostante fosse già impegnato con Sanremo».
Nessuno vi dice di no.
«Sembra incredibile, ma in questo disco è successo. Praticamente tutte le canzoni hanno un ospite importante, per non parlare di Fabio Martino (Yo Yo Mundi) che ha curato la produzione artistica. E certo non dimentico Stéphane Mellino dei Les Négresses Vertes».
Come scegliete i brani da cantare in dialetto o in italiano?
«Dipende molto dalla ritmica: le tronche del dialetto in certi casi aiutano parecchio. Ma molto dipende anche dal contesto in cui nascono, se hanno un respiro che va oltre il nostro ambiente usiamo l’italiano».
Sabato 4 maggio i Vad Vuc saranno in concerto per la prima data del “Eucaliptour 2013” sul palcoscenico del PalaGhiaccio di Chiasso.

Nella foto:
Gli svizzeri Vad Vuc in posa per il nuovo disco Hai in mente un koala?
22 marzo 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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