La diocesi ricorda il vescovo Maggiolini a dieci anni dalla scomparsa
Chiesa Cattolica, Cronaca

La diocesi ricorda il vescovo Maggiolini a dieci anni dalla scomparsa

La diocesi comasca ricorda uno dei vescovi che hanno più inciso nella storia recente, non senza suscitare polemiche e discussioni. Domenica 11 novembre ricorrono i 10 anni dalla morte di monsignor Alessandro Maggiolini, vescovo di Como dal marzo 1989 al dicembre 2006.
Già da giorni è possibile visitare, in Cattedrale, a Como, una mostra fotografica, dal titolo La mia vita è per voi. Sono in tutto otto pannelli verticali di grande formato che ripercorrono alcuni aspetti della vita e dell’attività pastorale di monsignor Maggiolini, dall’impegno nella Chiesa ambrosiana all’episcopato in diocesi di Carpi, il ruolo di primo piano nella stesura del Catechismo della chiesa cattolica (fu l’unico italiano chiamato da Giovanni Paolo II nel comitato di redazione), l’episcopato lariano e l’impegno nel ministero del confessionale nelle ultime fasi della sua vita.
Sempre la Cattedrale, proprio domenica 11 novembre, ospiterà dalle 15.15 un ricordo ufficiale. Dopo il saluto da parte del Capitolo del Duomo, sarà Daniele Premoli, ricercatore all’Università Cattolica di Milano e curatore della mostra nonché autore, presso Ancora, del volume Alessandro Maggiolini – Un Vescovo fuori dagli schemi, a tratteggiare il profilo umano, pastorale e biografico del presule. Porterà la sua testimonianza Maria Carla Buzzi, che seguì e fu di sostegno a monsignor Maggiolini dal 2004 fino al giorno della sua morte. Don Guido Calvi, a seguire, presenterà il volumetto, edito nella collana “Memoria Cathedralis”, che ripropone la “Lauda” composta da Maggiolini per la Cattedrale.
Il Centro Studi Nicolò Rusca, infine, illustrerà l’inventario in corso e in parte già realizzato dell’archivio privato del presule nonché la catalogazione della sua biblioteca. Alle 17 il vescovo, monsignor Oscar Cantoni, presiederà la messa di suffragio.
Un evento, insomma, per riscoprire «il Maggiolini “privato”, non solo quello “pubblico” , che tante etichette contrastanti si è attirato», afferma Premoli.
Un vescovo che non mancò nel suo lungo episcopato lariano di lanciare messaggi forti e decisi. Nel dicembre 2006 ad esempio, quando il governo Prodi annunciò un’apertura ai Pacs (unioni civili), Maggiolini tuonò: «In questo modo si scardina il disegno di Dio nella creazione e nella redenzione. Dio aveva pensato il mondo in un certo modo, che tutto sommato sembrava ben fatto, e i nostri legislatori hanno pensato di cambiarlo». Poi attaccò anche alcune frange del femminismo, definendole «movimenti lerci» che «non rispettano più l’architettura di Dio».
Nel 2005, pochi giorni prima di Natale, disse in un Duomo stracolmo (anche di bambini) che «Gesù Bambino esiste, Babbo Natale no e non porta nemmeno i doni». E aggiunse: «Non esiste neppure la Befana, che tra l’altro è anche brutta». L’anno successivo rincarò la dose: «I regali non servono a nulla, costano e fanno spendere tutta la tredicesima. Chi è vero? Gesù Bambino o Babbo Natale?». E a proposito dei migranti: «Un fattore che può scalzare o contaminare la cultura e la civiltà del nostro Paese – disse in un’omelia – è il flusso incontrollato di extracomunitari, soprattutto di religione musulmana. Potrebbe essere arrivato il momento in cui la cultura e la civiltà del nostro Paese vengano spazzate via in gran parte».

6 novembre 2018

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