Da gennaio il Politeama sarà sul mercato

Il vecchio cineteatro Politeama

Il Conservatorio torna a bussare alle porte del Comune per risolvere la questione Politeama. La “Ticosa” culturale di Como, l’ex cineteatro Politeama di piazza Cacciatori delle Alpi, giunto in eredità al Comune nel 2005 e privo tuttora di un piano di recupero, potrebbe rinascere. Il condizionale è ancora d’obbligo, la strada in salita, servirebbero uno scatto d’orgoglio per fare uscire i comaschi dal torpore su questa questione e far partire una ricerca fondi collettiva, magari una sorta di azionariato popolare.
L’istituto musicale di via Cadorna intitolato a Giuseppe Verdi che oggi ha presentato la nuova stagione e una partnership importante con la Cina è tornato a fare appello alla città chiedendo spazi dove proporre l’offerta didattica e spettacoli. E punta proprio all’ex Politeama gestito da una società di cui Palazzo Cernezzi ha l’81,6%. Deve quindi fare i conti con il restante 18,4% in mano a privati.
L’aprile scorso il Conservatorio si è detto pronto a ristrutturarlo per adibirlo alla formazione e a eventi musicali. La struttura rimarrebbe di proprietà pubblica e il Conservatorio dovrebbe finanziare l’intervento di rifacimento e poi avere in comodato d’uso gratuito gli spazi.
Oggi il presidente Enzo Fiano artefice della nuova collaborazione con l’Estremo Oriente non ha voluto commentare la situazione Politeama. Ma da via Cadorna trapela che i fondi necessari all’operazione (entro due anni e mezzo raccogliere 4 milioni di euro) potrebbero essere un obiettivo concreto. Sempre che il Comune si muova. Esplicito invece il direttore del “Verdi” Carlo Balzaretti: «Abbiamo allievi sempre più preparati e pronti alla sfida professionale, siamo un’istituzione sempre più orientata all’alta formazione. La città ci ascolti, deve darci spazi adeguati».
Oggi il liquidatore della Società Politeama Francesco Nessi (è in carica da luglio) ha annunciato che in gennaio terrà una nuova assemblea dei soci «per sottoporre loro il piano di liquidazione, il bene è oggi in sicurezza ma il manto di copertura presenta infiltrazioni che mettono a rischio l’interno. Non sono state fatte manutenzioni oltre a quelle fondamentali per la messa in sicurezza, e non ci sono utenze da pagare perché lo stabile è chiuso e inattivo da tempo. Il mio compito come legale rappresentante a tutti gli effetti è adesso mettere in vendita quanto prima l’immobile e attuare le procedure di alienazione, ascoltando le manifestazioni d’interesse che si faranno avanti in concreto in uno o più esperimenti d’asta, dopo aver rivisto la perizia che valuta lo stabile 5 milioni di euro. È datata, e nel frattempo il bene, che è sottoposto a vincolo e che il Comune ha voluto mantenere con destinazione soprattutto culturale preservandone il ruolo storico e simbolico, si è deteriorato».
La posizione strategica dell’immobile ne garantisce il valore da un lato, ma dall’altro la presenza di una forte destinazione culturale con una parte residua destinata a finalità ricettive e commerciali ne mortificherebbe la redditività immobiliare. Staremo a vedere le offerte in campo. Ivi compresa la carta che vuole giocare il Conservatorio che come si sa è a corto di spazi e ha stretto un accordo strategico con la Cina.
Ha attivato un “Ufficio orientale” per gli studenti asiatici e avviato una collaborazione con la Società Shanghai Fine Culture Co. Ltd., rappresentata  per l’occasione da Wang Ruiguang, direttore dell’Art Abroad Program della China Association of Education for International Exchange. «Como è un gioiello e per noi grazie a questa prestigiosa esperienza il Verdi può essere il cuore della collaborazione e degli scambi culturali fra Cina e Italia» ha commentato  nell’istituto di via Cadorna 4.

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