Da Roma al Lario, tutti di nuovo al lavoro

alt

Artigiani e commercianti alla manifestazione nazionale
I partecipanti: «Un’esperienza aggregante e una spinta positiva»

Sono tornati con una spinta positiva in più i piccoli imprenditori comaschi che martedì hanno contribuito a comporre il fiume di persone che ha protestato a Roma contro la pressione fiscale e l’assenza di riforme per il lavoro. Ieri, come vuole la tradizione comasca, gli artigiani di Confartigianato e Cna, i commercianti di Confcommercio e Confesercenti si sono rimessi a lavorare sodo. Chi nella cucina del proprio

ristorante, chi nella reception dell’albergo e chi dietro il bancone della farmacia.
In piazza del Popolo, a Roma, vi erano i rappresentanti di molte categorie che muovono l’Italia e che difficilmente si erano viste prima in una manifestazione. Maria Teresa Tagliabue, di Federfiori, si occupa di composizioni floreali. Avrebbe insomma potuto lanciare dei petali di rosa contro la burocrazia. «È stata un’esperienza fortemente aggregante – ha detto al termine della trasferta nella Capitale – Mi sono permessa di invitare tutti gli associati alla prossima edizione di Agrinatura dove ci sarà una competizione tra florovivaisti».
Servono anche idee e iniziative per uscire dalla crisi. Matteo Valdè, un giovane imprenditore che si occupa del commercio di materiali edili, è il presidente di Ascomed Como, l’associazione di categoria di riferimento, ed è anche vicepresidente della Federazione nazionale commercianti di materiali edili. «Siamo tornati da Roma con una spinta positiva – afferma – Abbiamo un orgoglio da rivendicare in tutta Italia e, come ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, il nostro lavoro ha anche un ruolo sociale. Siamo la parte attiva dell’economia e dell’Italia». Valdè dà anche un consiglio ai colleghi giovani imprenditori. «Rimbocchiamoci le maniche, perché se da una parte siamo andati a Roma a chiedere di non essere più soli nelle nostre battaglie, dall’altra sappiamo benissimo che gli eventuali aiuti del governo non servono a nulla se non si ha lo spirito imprenditoriale e l’attitudine al problem solving sulle questioni quotidiane».
Dalle sorti delle aziende dipende anche il futuro di migliaia di lavoratori, come sottolinea Patrizia Sibona, consigliere dei Pubblici esercizi di Confcommercio. «Vorremmo essere considerati cittadini e non sudditi – dice – Vorremmo che le imprese fossero messe nelle condizioni di operare per il miglioramento dell’economia del Paese, perché noi diamo il nostro contributo e offriamo un lavoro a tante famiglie».
La pressione fiscale è uno dei nodi, spina nel fianco di molte imprese anche per i sistemi adottati, come gli studi di settore e il redditometro: «È giusto pagare le tasse purché siano eque», afferma infine Claudio Nogara, consigliere di giunta di Confcommercio Como.

Nella foto:
La delegazione comasca di Confcommercio che martedì ha partecipato alla manifestazione di protesta a Roma

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.