Da stasera scatta il coprifuoco in tutta la Regione. Le scuole superiori chiuse a partire dal 26 ottobre

Viale Geno di notte

Coprifuoco dalle 23 alle 5 a partire da oggi, permessi soltanto gli spostamenti motivati da «comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute», autocertificazione.
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato ieri l’ordinanza che, su richiesta della Regione, istituisce il mini-locdown in Lombardia sino al 13 novembre prossimo. Di notte torneranno i silenzi profondissimi della scorsa primavera. Non si potrà uscire di casa ma sarà in ogni caso consentito il «rientro al proprio domicilio, dimora o residenza». Già ieri sera nella città di Como erano comunque pochissime le persone per le strade, come testimonia l’immagine di viale Geno vuoto.
Ma c’è di più. Una seconda ordinanza, firmata nella serata di ieri dal governatore Attilio Fontana, stabilisce la chiusura delle scuole superiori a partire dal 26 ottobre e il conseguente obbligo della didattica a distanza, la chiusura dei centri commerciali nei fine settimana, lo stop a fiere e sagre, nuove regole per lo sport amatoriale.
Le multe, per chi non rispetterà i nuovi divieti, saranno molto salate: fino a 3mila euro.
Da notare che l’ordinanza del governatore Fontana, anch’essa in vigore da oggi, è stata presa «d’intesa» con tutti i sindaci dei Comuni capoluogo, oltre che con il presidente dell’Anci Lombardia Mauro Guerra e con il presidente dell’Unione Province Lombarde Vittorio Poma. Una scelta, quindi, bipartisan che ha scatenato non poche polemiche all’interno della Lega.
Le scuole superiori e gli istituti di formazione professionale «dovranno (non «potranno», ndr) realizzare le proprie attività in modo da assicurare, dal 26 ottobre, il pieno svolgimento della didattica a distanza, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali». In pratica, è la fine – momentanea – della didattica in presenza. «Agli altri istituti – prosegue la Regione – è raccomandato di realizzare le condizioni tecnico-organizzative nel più breve tempo possibile, per lo svolgimento della didattica a distanza». Un invito all’intero mondo della scuola affinché i ragazzi stiano a casa.
Nelle giornate di sabato e domenica è stata poi decisa disposta la chiusura dei centri commerciali. Rimarranno aperti soltanto i supermercati alimentari, ma anche farmacie e parafarmacie. I negozi, i bar e i ristoranti dovranno esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente. In ogni caso si dovranno evitare assembramenti e dovrà essere assicurata la distanza di almeno 1 metro tra i clienti.
Tutte le attività di somministrazione di alimenti e bevande potranno lavorare dalle 5 alle 23 con consumo al tavolo, e sino alle 18 in assenza di consumo al tavolo.
Chiusi dalle 18 alle 5 pure i distributori automatici di bevande e alimenti confezionati posti lungo le strade (ma la misura non si applica ai distributori automatici di latte e di acqua). Sono salvi da questi limiti soltanto gli autogrill e i locali negli aeroporti. Il divieto intende di fatto impedire la consumazione all’aperto, dalle 18 alle 5, di alimenti e bevande (mentre sarà sempre vietato il consumo di alcol nelle aree pubbliche compresi parchi e giardini). I sindaci potranno comunque adottare misure più restrittive.
Come detto, saranno vietate fiere di comunità e sagre. Sospese pure tutte le gare e le competizioni sportive non nazionali. Ma le società dilettantistiche degli sport di contatto potranno svolgere gli allenamenti in forma individuale.

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