Dagli archivi del Tribunale a Palazzo Pitti. Finisce a Firenze un’opera sequestrata nel 2013

Il dipinto che è stato trasferito a Firenze

Era l’11 marzo del 2013 quando a Drezzo, passando dal valico di Pedrinate, nelle mani della guardia di finanza rimase un grande dipinto olio su tela che stava per essere introdotto in Svizzera senza documentazione. L’opera – acquistata all’asta da un toscano di Pontedera, 54 anni – era priva di ogni tipo di documentazione che ne autorizzasse l’espatrio, come dovrebbe essere per quadri di autori non in vita e superiori ai 50 anni. Non solo, perché una successiva perizia affidata alla Soprintendenza di Milano competente anche sul territorio comasco, definì il dipinto «un’opera di indubbio interesse storico e tale da non poter uscire dal territorio della Repubblica senza autorizzazione».
Il sopralluogo fu eseguito solo pochi giorni dopo il sequestro, il 21 marzo 2013. Da allora il grande dipinto (datato 1618, “Ritratto di Francesco dell’Antella”, olio su tela di autore anonimo su cui «una più prolungata ricerca potrebbe fornire informazioni utili sull’identificazione dell’autore») era custodito negli archivio dell’ufficio corpi di reato del Tribunale di Como. Nel frattempo erano passate sentenze (di primo grado, secondo grado e Cassazione, il 4 ottobre 2019) a carico del proprietario, condannato in via definitiva a pagare una multa di 1.334 euro, mentre il Tribunale di Como, dal 16 giugno 2016, aveva disposto «il conferimento del quadro al Ministero dei Beni Culturali». Materialmente però “Francesco dell’Antella” non si era più mosso dai sotterranei del palazzo di giustizia. La svolta è arrivata quest’anno, grazie proprio all’iniziativa dell’Ufficio Corpi di Reato che ha cercato casa per il grande dipinto, interessando di nuovo la Soprintendenza e anche i Ministeri. La giornata decisiva è stata quella del 15 giugno 2021, quando dal Ministero della Giustizia, a firma della ministra Marta Cartabia, è arrivata una disposizione che ha attribuito il dipinto «al Ministero della Cultura – Galleria degli Uffizi di Firenze». L’epilogo della insolita storia è avvenuto in queste ore: da Firenze è arrivata una storica dell’arte della Galleria degli Uffizi che ha visionato il dipinto e, con l’aiuto di una società specializzata per il trasporto delle opere d’arte, ne ha curato il trasferimento fino alla Toscana.
La nuova casa del “Ritratto di Francesco dell’Antella”, olio su tela del 1618, sarà dunque la Galleria Palatina a Palazzo Pitti, una cornice di luce e bellezza che compenserà il dipinto e l’uomo ritratto di anni trascorsi all’ombra degli archivi del palazzo di giustizia di Como.

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