Dai familiari di Borsellino e Caponnetto un appello alla legalità e all’impegno civile

altGiovedì sera al Teatro Nuovo di Rebbio

Il primo dei sei incontri della rassegna “Oltrelosguardo – Sulla strada della giustizia e della libertà”, organizzata dal Coordinamento comasco per la Pace e dall’associazione Libera contro le mafie, ha visto la partecipazione di due illustri testimoni della legalità e della lotta alla mafia.
Giovedì sera sono saliti sul palco del Teatro Nuovo di Rebbio Rita Borsellino, sorella del magistrato siciliano Paolo, ucciso da un’autobomba il 19 luglio 1992, e Massimo Caponnetto, figlio di Antonino

Caponnetto, chiamato a Palermo nel 1983 a guidare il pool antimafia insieme ai colleghi Falcone, Borsellino, Di Lello e Guarnotta.
La serata, all’insegna dello slogan “Noi siamo le persone che incontriamo”, si è aperta con la proiezione di un video girato questa primavera dai promotori dell’iniziativa “Mi-Pa UniAmiamo l’Italia in Vespa e libertà”, che hanno viaggiato da Maslianico a Palermo per ricordare le vittime delle stragi di mafia.
I familiari dei magistrati siciliani hanno voluto condividere con il pubblico alcune esperienze e aneddoti della loro vita vissuta a fianco di quelli che molti considerano «eroi».
La sorella del magistrato Borsellino ha voluto citare una frase che suo fratello amava ripetere: «Palermo non mi è mai piaciuta, per questo l’ho amata così tanto».
Del papà Antonino, Massimo ha voluto ricordare la grande passione per i giovani, che lo spinse, dopo le dimissioni e fino alla morte, sopraggiunta nel 2002, a girare nelle scuole per testimoniare la voglia di cambiamento e convincere i giovani a «innamorarsi della politica, unico strumento per mettersi al servizio della cosa pubblica».
A pochi giorni dal commissariamento per infiltrazione mafiosa del comune di Sedriano, in provincia di Milano, Dario Meini, nipote ventenne del magistrato Caponnetto, ha ricordato che la Lombardia, insieme all’Emilia Romagna, «è stata colonizzata dalla mafia».

Giorgia Amarotti

Nella foto:
Foto di gruppo con Rita Borsellino (al centro) e Massimo Caponnetto (secondo da destra)

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