Dai traumi da caduta in MotoGp le tecniche per curare le fratture. A Como il gotha dell’Ortopedia

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Il primario Zottola: «Oggi tutti vogliono recuperare in fretta»

Le fratture di avambraccio, femore e tibia sono al centro del Biomet Trauma, terzo Corso di Aggiornamento in Traumatologia che si sta svolgendo al Grand Hotel di Como. La chiusura è prevista oggi alle 13. Duecento medici specializzati in Ortopedia e Traumatologia stanno seguendo le sessioni con grande interesse, come sottolinea il presidente del corso, Vincenzo Zottola, primario dell’unità operativa di Traumatologia e Ortopedia del Sant’Anna.
«Si tratta di un programma di aggiornamento

itinerante in tutta Italia – spiega Zottola – e siamo orgogliosi di aver registrato un successo straordinario di presenze nella tappa di Como. Del resto possiamo contare sugli interventi dei venti migliori traumatologi italiani».
L’evento formativo, che ha già toccato Ancona e Bari, riunisce docenti universitari e notissimi ortopedici. Ecco quindi come riparare le fratture dell’avambraccio, della tibia e del femore con le nuove tecniche. Dalla fissazione esterna che consiste nell’inserire fili metallici o viti all’interno dell’osso, su cui poi “legare” una struttura sopra la pelle, ad altre tecniche che hanno rivoluzionato l’Ortopedia negli ultimi anni.
Si sono alternati al microfono esperti di protesi come il professor Filippo Castoldi di Torino, Gianfranco Zinghi di Bologna, Giovanni Zatti di Monza, Marco Berlusconi di Milano e Vincenzo Salini di Chieti. Esperti di problemi in età pediatrica come Antonio Memeo e di problemi in età avanzata, come il presidente onorario del Biomet Trauma, professor Lanfranco Del Sasso, primario al Sant’Anna dal 1990 al 2007 che operò con successo nel 2001 la scrittrice centenaria Carla Porta Musa.
«Vengono trattati temi importanti dal punto di vista clinico – spiega sempre Zottola – che mettono in evidenza le soluzioni chirurgiche e i percorsi di diagnosi e cura per una tipologia di traumi che riguarda principalmente i giovani. Si tratta di fratture ad alta energia, che ci si può procurare facendo sport, a seguito di incidenti in moto, in auto o anche sul lavoro», prosegue il primario.
Nel 2010 Valentino Rossi stupì il mondo per il suo recupero da un incidente che gli procurò la frattura esposta di tibia e perone. Dopo 40 giorni era già in grado di gareggiare.
«Proprio sull’esperienza dei danni causati dalle cadute nel motociclismo mondiale – spiega Zottola – si sono studiate nuove tecniche di osteosintesi sulle fratture delle gambe e delle clavicole che oggi vengono trasferite nell’utilizzo quotidiano».
«Parliamo di traumi molto complessi – prosegue – la Traumatologia del resto assume un’importanza crescente. Per i giovani che utilizzano il proprio corpo con velocità nello sport, ad esempio e per le esigenze funzionali delle persone. Oggi tutti vogliono guarire e presto. È necessaria una competenza sempre superiore».
La Traumatologia è un settore dell’ospedale che richiede impiego di risorse. «In linea generale – aggiunge lo specialista – il settore rappresenta il 60% della nostra attività al Sant’Anna. Il traumatologo è una figura cui le istituzioni dovrebbero guardare con maggiore attenzione per quanto attiene gli aspetti formativi, il riconoscimento del lavoro e dell’impegno e gli aspetti assicurativi. I traumi che trattiamo sono sempre più complessi e i pazienti hanno esigenze funzionali in continuo aumento e desiderio di recuperare in tempi brevi».
Tratterete anche problemi più leggeri come slogatura del pollice per i troppi sms scritti? O per l’utilizzo dei videogiochi? Oppure le sindromi del tunnel carpale dovute all’utilizzo della tastiera del pc?
Il primario sorride. «Non è che non voglia rispondere su questi temi, ma in questi due giorni vengono affrontati problemi un po’ diversi, come fratture e protesi».

Paolo Annoni

Nella foto:
Al centro, il professor Lanfranco Zottola con una parte della sua équipe all’ospedale Sant’Anna (Mv)

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