Dal 18 maggio riapertura ai fedeli per le messe

Vescovo Oscar Cantoni

Accessi contingentati, niente scambio del segno della pace, mascherine, distanza e regole ben precise per la distribuzione della Comunione.
Dal 18 maggio possono ripartire le celebrazioni religiose con i fedeli, pur con una serie di rigide misure di sicurezza per evitare il contagio.
Ieri a Palazzo Chigi la firma del protocollo che permetterà la ripresa. Il documento elenca alcune regole necessarie per l’accesso e la partecipazione alle messe.
Sono stati confermati ingressi contingentati e gestiti da volontari o collaboratori che vigileranno sul numero massimo di persone consentite e favoriranno accesso e uscita con la dovuta distanza.
Sarà, di fatto, il parroco a individuare la capienza massima. La mascherina va sempre indossata e saranno posizionati all’interno delle chiese i gel igienizzanti; i posti a sedere saranno distanziati.
Tra i riti preparatori si continua a omettere lo scambio del segno della pace e la distribuzione della Comunione avverrà dopo che il sacerdote avrà curato l’igiene delle mani e indossato guanti monouso. Quindi con la mascherina e mantenendo un’adeguata distanza dovrà avere cura di offrire l’ostia senza entrare in contatto con le mani dei fedeli. Infine le eventuali offerte verranno raccolte in appositi contenitori. Questi alcuni dei provvedimenti principali.
Visti gli ingressi contingentati, le stringenti misure per evitare il contagio e per favorire tutti coloro i quali non possono ancora uscire perchè, ad esempio, in isolamento, Espansione Tv (tasto 19 del telecomando, sul sito dell’emittente e sulla pagina Facebook) continuerà a trasmettere, anche per tutto il mese di maggio, la messa delle 10 della domenica mattina.
Grazie alla collaborazione tra la Diocesi di Como ed Etv proseguono, dunque, gli appuntamenti per permettere ai fedeli di sentirsi uniti e partecipare alle celebrazioni anche a distanza. Il 10 maggio il vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, presiederà il rito, alle ore 10, dal Santuario Madonna del Prodigio di Como-Garzola.

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