Dal capoluogo a Bellagio sotto il lago

Un collegamento Internet per contrastare il “digital device”

(f.bar.) Un cavo per la fibra ottica posato in fondo al lago. Un collegamento lungo più di 4 chilometri, a 410 metri di profondità, che unisce Como e Bellagio.
L’opera realizzata da Telecom – tra il 2012 e il 2013 – rappresenta uno degli interventi sicuramente più suggestivi e rientra in un piano, avviato nel 2011 e ormai quasi arrivato a conclusione, di abbattimento del “digital device”, ovvero del divario digitale esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie è chi ne è escluso

in modo parziale o totale. Un progetto che ha interessato complessivamente ben 707 comuni lombardi. Di questi 60 si trovano in provincia di Como.
L’investimento è stato di 95 milioni di euro, di cui 41 finanziati con fondi strutturali europei. L’obiettivo è di dotare il territorio della fibra ottica così da far viaggiare in rete gli utenti a una velocità tra i 7 e i 20 mega.
L’idea di immergersi nel lago è scaturita da un ragionamento ben preciso: invece di lavorare lungo le strade, con tutti i conseguenti problemi viabilistici, si è deciso di passare sott’acqua. L’ipotesi di smembrare strade e intervenire su percorsi spesso intasati è infatti apparsa assolutamente impraticabile. Troppi i rischi di impattare sulla vita di superficie. Ecco allora l’alternativa a portata di mano, immergendosi.
Per realizzare l’opera sono stati portati sul lago due enormi chiatte. Una arrivata dalla Sardegna e l’altra dall’Olanda. Il piano è ormai prossimo alla conclusione. Su 707 realtà da connettere, ne mancano all’appello ormai solo sei. Il piano, in corso ormai da alcuni anni, ha portato alla creazione e al potenziamento di una rete formata da ben 8.500 chilometri di fibra. Di questi, ben 3.500 sono nuovi.

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