Elezioni 2012

Dal centrodestra un «Patto con i cittadini»

Sei punti – «Se non dovessi realizzarli in due anni mi dimetterei»
L’impegno siglato ieri dalla candidata del Pdl davanti alla stampa
Un «patto d’onore» con i comaschi. Sei impegni che equivalgono a un programma minimo, fallito il quale «non mi resterebbero che le dimissioni». Laura Bordoli rilancia la sua proposta di governo della città di Como firmando davanti alla stampa un «patto». Qualcosa che rimanda alla mente quanto fatto da Silvio Berlusconi nel 2001, e che la candidata del Pdl considera «una promessa seria, concreta, non una sceneggiata sul finire della campagna elettorale».
Ieri pomeriggio,
in una conferenza stampa convocata nel suo studio di via Garibaldi, la Bordoli ha messo nero su bianco le questioni giudicate più urgenti per il capoluogo lariano, quelle cioè sulle quali lavorerà immediatamente qualora fosse eletta sindaco.
«Voglio dare ai comaschi un forte segnale di serietà e concretezza – ha detto Laura Bordoli – e ribadire che noi rappresentiamo il nuovo di questa campagna elettorale. Nel patto d’onore ho messo punti fattibili, non chimere. Se entro due anni non riuscirò a realizzarli, lascerò l’incarico».
In sintesi, gli impegni assunti dalla candidata del Pdl sono: non inserire in giunta assessori provenienti dall’esecutivo uscente; grande attenzione ai quartieri e riutilizzo a fini sociali delle sedi delle Circoscrizioni; operatività piena del vigile di quartiere, «per il quale – ha insistito la Bordoli – bisognerà comunque prevedere nuove assunzioni e formazione professionale specifica»; uno sportello di aiuto alle imprese diverso da quello previsto per legge, più attento ai rapporti con l’Unione Europea; l’istituzione di un ufficio di controllo dei lavori pubblici e dei cantieri; infine, la costituzione di un ufficio Expo.
«Il mio – ha ribadito Laura Bordoli – è un impegno preciso e formale nei riguardi dei cittadini». E di fronte al fatto che questo patto sia stato siglato a tre giorni dal voto, la candidata del Pdl ha ribadito molto semplicemente «di aver fatto con la squadra valutazioni più approfondite dei problemi, ragione per cui di fronte a nuove soluzioni era giusto impegnarsi per renderle concrete».
Il «patto d’onore», ha concluso l’esponente del centrodestra comasco, «non è una scimmiottatura di ciò che è stato fatto in passato. In molte città candidati di ogni parte politica hanno sottoscritto simili impegni. La mia firma ha un valore e il patto è qualcosa di serio, che testimonia la volontà di rispondere alla gente sui programmi. Se non dovessi riuscire nel mio obiettivo non esiterei a lasciare».

Nella foto:
Laura Bordoli ha firmato ieri un «patto d’onore» con i cittadini comaschi in sei punti (foto Mattia Vacca)
18 maggio 2012

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