Dal Lario una segnalazione al giorno per riciclaggio di denaro sporco

C’è una tassa sui capitali scudati
Quasi una segnalazione al giorno di tentativi di riciclaggio di denaro sporco, 171 nei primi sei mesi del 2011. Sono questi i dati tutt’altro che tranquillizzanti in possesso dell’Unità di informazione finanziaria (Uif), l’intelligence italiana della Banca d’Italia costituita dal 2008. L’organismo deve prevenire e contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo e analizza le operazioni sospette segnalate dagli stessi intermediari finanziari (soprattutto le banche) e dai professionisti
(commercialisti e notai).
Le 171 segnalazioni comasche, così come quelle dal resto d’Italia provengono per la quasi totalità (169) dagli intermediari, 2 sole quelle giunte dai commercialisti. A livello lombardo Como si trova al sesto posto dopo Milano (2.703), Brescia (451), Bergamo (251) e Varese (185).
Per il territorio lariano i numeri sono cresciuti in modo considerevole, se si pensa che nel corso di tutto il 2010 le attività sospette erano state 213.
Gli intermediari sono obbligati a controllare i propri clienti e a verificare il rischio di riciclaggio associato alla tipologia di operazione in esame.
L’obbligo di verifica scatta per tutte le operazioni di importo uguale o superiore a 15mila euro, come trasferimento di quote di società, istruttorie per finanziamenti e trasferimenti di immobili o attività economiche, e per tutte quelle prestazioni di valore indeterminato, come la tenuta della contabilità, la costituzione di una nuova società e la consulenza sui bilanci. In caso di scorretta tenuta dei dati o mancata segnalazione di operazioni sospette, le pene vanno dal pagamento di una multa al carcere.
Ma gli intermediari finanziari entro oggi sono chiamati ad effettuare anche altri calcoli.
Il decreto “Salva Italia” prevede infatti per oggi il pagamento dell’imposta di bollo speciale sulle attività finanziaria scudate e ancora in anonimato e quella straordinaria per chi al 6 dicembre 2011 aveva ridotto o estinto il conto secretato. Il provvedimento è stato firmato ieri dal direttore dell’Agenzia delle Entrate. Il tributo per le attività finanziarie scudate, ma che usufruiscono ancora del “regime di riservatezza”, è del 10 per mille per il 2011, del 13,5 per mille per il 2012 e del 4 per mille dal 2013 in poi.

Paolo Annoni

Nella foto:
Movimenti finanziari sempre più sotto la lente anche nel Comasco

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