Dal negoziante al farmacista. In duecento a Roma per difendere le imprese

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La cronaca del viaggio dal Lario alla Capitale

C’erano anche oltre duecento imprenditori della provincia di Como ieri mattina a Roma, in piazza del Popolo, per la giornata di mobilitazione generale di commercianti e artigiani. È una protesta ordinata e non violenta quella dell’Italia che lavora in proprio e quindi rischia ogni giorno in prima persona. Da Lazzago sono partiti all’alba i pullman di Confcommercio Como e di Cna Como per raggiungere Milano, salire sul Frecciarossa fino a Roma Termini e poi in corteo verso la manifestazione. Nella

Capitale sono confluiti anche gli associati lariani di Confartigianato e Confesercenti.
Il nostro viaggio è con il gruppo di Confcommercio, guidato dal presidente Giansilvio Primavesi e dal direttore Graziano Monetti. La crisi ha messo in ginocchio tanti commercianti e operatori turistici.
«Non siamo abituati a questo genere di proteste, c’era un po’ di preoccupazione sulla partecipazione – spiega Primavesi – L’ultima volta che ho fatto un corteo a Roma il presidente del consiglio era Spadolini? Ma oggi era importante esserci, perché senza impresa non c’è Italia».
La delegazione comasca è composta da nomi che da decenni contribuiscono a far vivere il tessuto economico lariano. Ci sono Alberto Casati della pasticceria Luisita, Salvatore Marino del ristorante Er Più e Antonio Sironi del Grillo, accompagnati dalle mogli e colleghe nelle attività. Non immaginatevi una calata di tute blu, di forconi o un’orda di studenti vocianti. Il gruppo di manifestanti è composto, vien da dire persino elegante. Qui non si parla di politica, le 5 stelle non sono quelle di Beppe Grillo, ma quelle degli albergatori del Lago di Como e della Brianza, da Andrea Camesasca del Corazziere a Ross Whieldon del Britannia di Cadenabbia, a Roberto Cassani del Metropole Suisse. C’è Siro Guglielmana titolare di un noto campeggio a Sorico.
Persone che danno lavoro a decine e decine di dipendenti. Ci sono anche i mediatori immobiliari con Claudio Zanetti, c’è un farmacista di lungo corso come Attilio Marcantonio. La crisi ha colpito proprio tutti.
«La prima volta che abbiamo protestato – afferma Marcantonio – dicevano che era la protesta dei Rolex e delle Porsche, ma io sono ancora qui a portare i problemi di una categoria che deve garantire un servizio e viene soltanto vessata a livello locale e nazionale, il caso Ica a Como è emblematico».
Non piangono gli imprenditori, ma non vogliono neppure rassegnarsi ad essere spremuti dalle tasse. Ciascuno, nel proprio settore, si è portato a Roma una borsa di questioni di risolvere. Paola Gonella, presidente del gruppo Bed and Breakfast di Confcommercio, il primo creato in Italia, si chiede perché oggi per il fisco queste strutture vengano equiparate agli alberghi. «Sapete che ogni anno dobbiamo pagare un canone Rai di 400 euro se teniamo la televisione dove i clienti fanno colazione? È assurdo». Marta Miuzzo, presidente della guide turistiche lamenta i pagamenti sempre in ritardo da parte della pubblica amministrazioni: «E le nostre guide guadagnano 8 euro all’ora tolte le tasse».
Gli albergatori si chiedono che fine hanno fatto i soldi delle tasse di soggiorno. «A Como dicono che non si possono spendere per il patto di stabilità – attacca Camesasca, vicepresidente degli albergatori lariani – ma stiamo scherzando? E non lo sapevano anche prima? Quei soldi sono stati chiesti ai turisti e vanno investiti sul turismo, altrimenti è ora che chi ha sbagliato paghi, anche a livello politico».
«La protesta arriva in un momento particolare, con il cambio del governo da Letta a Renzi. Speriamo che la nostra manifestazione non rimanga inascoltata: c’erano 60mila imprenditori oggi in piazza – sottolinea Monetti – Mi spiace per gli altri associati che non si sono potuti unire alla nostra trasferta».
Le delegazioni comasche di Confcommercio e Cna si compattano all’uscita di via del Corso. Qui arrivano anche l’ex presidente della Camera di Commercio e di Confartigianato, Marco Citterio, e, per sostenere gli imprenditori, anche il parlamentare della Lega Nord, Nicola Molteni. «Ma sono qui senza simboli di partito», precisa il deputato canturino.
«La pressione fiscale non è più sopportabile – dice il presidente di Cna Como, Enrico Benati – Siamo qui per fare sentire la voce degli artigiani. Abbiamo rappresentanti di tutte le categorie, dal metalmeccanico al legno-arredo, fino all’artigianato di servizio. Non è possibile continuare a impoverire le nostre imprese». La piazza si infiamma quando dall’altoparlante risuona questa frase: «Da oggi questa non è più piazza del Popolo, ma piazza del Popolo imprenditoriale d’Italia». Ma è tempo di tornare. Una foto in piazza di Spagna, un passaggio dal Quirinale, poi di nuovo in treno verso i problemi delle botteghe.

Paolo Annoni

Nella foto:
Lo striscione della delegazione di Confcommercio Como alla manifestazione di ieri nella Capitale

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