Cronaca

Dal Ticino apprezzamento a Bobo Maroni. «Ora dialogo tra la Lombardia e il Cantone»

alt Il consigliere di Stato Norman Gobbi

«Se tutto va come deve andare, al Pirellone avremo un Amico del Ticino. Con @maroni_leganord saremo vicini più veri». Martedì pomeriggio, con un tweet, il consigliere di Stato della Lega dei Ticinesi, Norman Gobbi, spiegava ai suoi follower quale fosse l’auspicio prevalente nel partito più anti-italiano del Cantone confinante con la fascia pedemontana.
La Lega dei padani e quella degli elvetici sono sorelle soltanto di nome e – forse – nelle modalità un po’ spicce del linguaggio politico, per nulla incline alla mediazione quanto invece sbrigativo e tagliente, soprattutto con gli avversari. Da varesino, Maroni conosce bene la realtà ticinese. E come esponente del governo

italiano è stato spesso in delegazione ufficiale oltrefrontiera,
Come ricordano alcun media luganesi, l’ex ministro dell’Interno italiano è stato di recente a Lugano nella sede della Lega, in via Monte Boglia (il 22 marzo dello scorso anno), mentre il 4 luglio 2011, quando tra Italia e Ticino era esplosa la crisi legata alla decisione del governo di Bellinzona di bloccare i ristorni dei frontalieri, sempre Maroni incontrò a Varese proprio Norman Gobbi, allora fresco consigliere di Stato (era stato eletto ad aprile).
Un rapporto costante, quindi, che adesso potrebbe diventare ancora più stretto. Almeno così si augura Gobbi, che ieri ha rilasciato una serie di dichiarazioni ai siti informativi ticinesi.
«Sicuramente l’aspetto positivo è che al Pirellone avremo qualcuno disposto ad ascoltare le nostre istanze – dice il consigliere di Stato del Cantone di lingua italiana – un amico del Ticino. Penso che rispetto al predecessore, Roberto Formigoni, con cui c’erano difficoltà di dialogo, Maroni sarà un politico con cui dialogheremo in modo più semplice».
L’esponente del partito di Giuliano Bignasca dà molto peso alla provenienza geografica di Maroni. «È di Lozza – dice – un comune a 5 chilometri dal confine. Conosce perfettamente il Canton Ticino e la realtà di frontiera, con le sue varie problematiche».
Gobbi è insomma convinto che l’ex ministro dell’Interno, oggi governatore della Lombardia, vorrà aprire un canale di discussione più serrato con Bellinzona. «Sono sicuro che Maroni si renda perfettamente conto di quale valenza possa avere, come partner, il nostro Canone – insiste il responsabile del dipartimento Istituzioni del Ticino – Ovviamente ciascuno difenderà gli interessi del proprio territorio. Ma ci sono interessi comuni che con il dialogo potremo affrontare insieme».
A Bellinzona, ma anche nella piazza finanziaria luganese, il voto italiano ha aperto molti dubbi sulla possibilità che proseguano e abbiano un esito positivo le trattative in corso sulla materia fiscale (accordi Rubik, ristorni dei frontalieri, black list): «Mi pare che sia sotto gli occhi di tutti una realtà elettorale e politica molto frastagliata – dice ancora il consigliere di Stato della Lega dei Ticinesi – Il che posticipa le discussioni su diversi dossier aperti e pendenti tra il nostro Paese e l’Italia. D’altra parte se non c’è un governo con chi discuti?».
In realtà, così come ha ricordato il presidente Giorgio Napolitano, un governo c’è. Fino alla nomina del nuovo, resta infatti in carica quello vecchio. Politicamente ormai finito, però. Cosa che in una trattativa ha un peso assolutamente fondamentale.

Nella foto:
Norman Gobbi, consigliere di Stato in Canton Ticino
1 marzo 2013

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