Sisme, dalla conciliazione una speranza per cinquanta addetti in mobilità

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Trattativa in corso tra sindacati e azienda

(a.bam.) Sindacati, dipendenti e vertici della Sisme di Olgiate Comasco vanno verso una conciliazione che potrebbe chiudersi nel giro di pochi giorni. E che, di fatto, escluderebbe qualsiasi forma di mobilità non volontaria.
Rispetto ai 223 esuberi dichiarati inizialmente dall’azienda metalmeccanica olgiatese e alle 198 lettere di licenziamento finora recapitate, spedite a metà gennaio, è emerso in queste ore che 142 dipendenti sarebbero disponibili ad accettare di andare in mobilità volontariamente

con un incentivo all’uscita pari a circa 20mila euro.
Per chi invece non accetta la mobilità volontaria, ma ha ricevuto la lettera di licenziamento, si prefigurerebbe un reintegro, a partire forse già dall’inizio del prossimo mese di marzo. Le porte della Sisme, dunque, potrebbero riaprirsi per una cinquantina di dipendenti oggi in mobilità.
È la soluzione attorno alla quale si stanno confrontando in queste ore i sindacati e i legali dell’azienda metalmeccanica, su invito del giudice del lavoro di Como, al quale Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Cobas si erano rivolti presentando un ricorso contro la Sisme per presunto comportamento antisindacale.
«Avevamo proposto una causa di valore collettivo perché la procedura di mobilità adottata alla Sisme secondo noi era illegittima, visto che nel precedente accordo del 29 novembre l’azienda si era impegnata a procedere con i contratti di solidarietà – spiega Dario Campostori, della Fiom Cgil di Como – Il giudice ha invitato le parti a una conciliazione e ora stiamo lavorando per trovare una soluzione». La Sisme di Olgiate Comasco non ha riproposto per quest’anno il contratto di solidarietà, perché lo ha giudicato insostenibile sul fronte dei costi; da questa scelta, arrivata alla fine di una lunga e tesa trattativa, sono derivati i 198 licenziamenti. Una decisione, quella presa dai vertici della azienda metalmeccanica di Olgiate Comasco, che è stata duramente contestata dai sindacati.
Ma, con la possibile conciliazione tra le parti, ora si potrebbero evitare le uscite dall’azienda non volontarie.

Nella foto:
Uno dei numerosi presidi dei sindacati e dei lavoratori davanti alla Sisme

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