Dalla Svizzera i pendolari della sbronza

Pensiamo che di questi frontalieri al contrario il Comasco farebbe volentieri a meno. Si tratta di quelli che il “Corriere dei Ticino” ha definito “I giovani pendolari della sbronza”.
Ogni fine settimana i locali più a ridosso del confine sarebbero infatti invasi da gruppi di adolescenti ticinesi. In alcuni casi si tratta di minori, sprovvisti di mezzi di trasporto propri, che raggiungono in autobus o a piedi i locali.
Arrivano fino a Chiasso da tutto il Canton Ticino, spesso in treno. Scendono nell’ultima stazione della Svizzera e poi a piedi verso pub, bar e discoteche comasche.
Un vero e proprio pellegrinaggio per uno sballo, spesso a basso costo. Birra e altri alcolici sono maggiormente convenienti in Italia rispetto alla Svizzera.
Difficile pensare però che questo fenomeno coinvolga dei giovanissimi. La legge italiana parla chiaro in materia di alcolici.
È vietato vendere e somministrare birra, vino o altro ai minori di 18 anni. I titolari dei locali rischiano multe molto pesanti. La vendita di bevande alcoliche a minori di anni 16 è sanzionata in via amministrativa, mentre la somministrazione sul posto di bevande alcoliche agli stessi minori di anni 16 è sanzionata penalmente.
Minorenni o maggiorenni, che siano, i giovani avventori dei locali secondo la polizia comunale di Chiasso, spesso eccedono con il bere e in qualche occasione si sarebbero resi protagonisti di vandalismi al loro rientro in Svizzera.
«Non abbiamo l’autorità e la competenza per intervenire nei locali italiani» spiega al “Corriere del Ticino” Nicolas Poncini, comandante della polizia comunale. Che il caso diventi così un questione dibattuta tra Svizzera e Italia?
Al momento non sembra, visto che se da una parte la polizia chiassese conferma il viavai di pedoni il venerdì e il sabato sera, gli episodi realmente segnalati di adolescenti molesti sono due.
Si parla di schiamazzi e alcuni vasi rovesciati nel centro di Chiasso.
Anche a Natale erano stati ribaltati alcuni alberelli nel centrale corso San Gottardo.
«Abbiamo identificato qualche giovane – spiega sempre il comandante al “Corriere del Ticino” – In quel caso erano tutti maggiorenni».
Un intervento che ha dato i suoi frutti, visto che da Natale non vi sarebbero state ulteriori segnalazioni.
Il fenomeno sarebbe stato già segnalato anche all’Italia, attraverso il Centro di cooperazione di polizia e doganale, attivo proprio a Chiasso.
La polizia di frontiera italiana, attiva oggi soprattutto nel cosiddetto retrovalico, terrà sotto stretta osservazione il fenomeno.
Cambiano i tempi e i flussi di giovani insomma. Fino a pochi anni fa il pendolarismo dello sballo era alla rovescia. Comaschi e lombardi affollavano Chiasso e il Mendrisiotto alla ricerca dei famosi sacchettini profumati venduti dai canapai.
Chiusi i canapai, tanti cercano il più comune alcol. E lo cercano dove si può trovare al prezzo più basso. Una pinta di birra in un pub di Lugano costa 7 franchi (5,5 euro), un cocktail 13 franchi (10,5 euro). In Italia molto meno.

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