Dalla Ztl spunta la Como bella e metafisica

altLa città che cambia
Dal Sociale liberato dal cedro a via Pretorio che evoca De Chirico: metamorfosi del centro storico
Il centro di Como, osservato prima e dopo la nuova Ztl, appare a tratti irriconoscibile. E se è vero che già a occhio nudo – o anche soltanto ricorrendo alla memoria – il cambiamento di alcuni connotati storici è evidente, accostare le foto di epoche diverse rende l’idea come nient’altro.
Tra l’altro, se è innegabile che più o meno tutte le aree interessate dal recente ampliamento della Ztl hanno visto cambiare qualcosa negli ultimi 4 mesi (la “rivoluzione” è iniziata da piazza Roma a metà febbraio), alcuni punti in particolare risultano cambiati nell’anima, per così dire.

A questo proposito, però, è necessario fare prima di tutto un passo indietro e andare al “padre” di tutti i cambiamenti: ossia la liberazione di piazza Verdi – tra le feroci polemiche degli ambientalisti – dal cedro del Libano e dal parcheggio blu tutto intorno. Cinque anni fa, la notte dell’11 giugno 2009, l’allora assessore ai Lavori pubblici, Fulvio Caradonna, con un autentico blitz compiuto all’alba, fece abbattere la grande pianta che oscurava la facciata del Teatro Sociale. Fu un evento che suscitò enormi fermenti di indignazione ecologista e (poche, timide) approvazioni. Oggi, un lustro dopo, le proporzioni risultano invertite, se non totalmente schierate a favore dell’eradicazione. D’altronde – anche soltanto guardando le immagini del prima e del dopo pubblicate a lato – è difficile sostenere che quella decisione si sia rivelata errata. E l’abbattimento del cedro si può idealmente considerare il vero punto di avvio dello stravolgimento che sta subendo sul piano urbanistico e architettonico tutto il centro storico di Como.
Peraltro, a pochi passi dallo spazio riconquistato tra Duomo e Teatro Sociale – tralasciando piazza Roma, forse lo spazio meno modificato dalla nuova Ztl – un altro tratto di centro ha letteralmente cambiato i connotati. Più ancora di piazza Grimoldi – ora libera dal vecchio posteggio blu e già capace di ospitare in più occasioni musicisti e mercatini – colpisce l’aspetto di via Pretorio, totalmente pedonalizzata e privata dei posti auto a spina di pesce addossati ai portici. In questo caso, peraltro, un pizzico di suggestione suggerisce un accostamento curioso: la “nuova” via, tra Duomo, porticati e Broletto sullo sfondo, evoca il quadro di Giorgio De Chirico “Piazza d’Italia” che sarà esposto a Villa Olmo a partire dal 27 giugno prossimo per la mostra “Ritratti di città”.
Un aspetto vagamente metafisico hanno assunto anche i Portici Plinio completamente liberati dai bus (ma non da transenne di ogni tipo, sia all’ingresso sia lungo il lato destro della strada). A guardarli oggi, con passeggini e ciclisti allegramente al centro della carreggiata, nemmeno si direbbe che fino al 9 giugno scorso – giusto o sbagliato che fosse – quello stesso luogo ospitasse ogni giorno il transito di centinaia di autobus, auto e moto dall’alba al tramonto.
Ci sono, poi, piazza Volta, via Garibaldi e via Rubini, dall’altra parte del centro, dove le novità sono state minori, meno visibili, più “concettuali” che materiali. Ma chissà che, un domani, De Chirico non spunti anche qui.

Emanuele Caso

Nella foto:
Una foto dell’inverno 2008, quando davanti al Teatro Sociale si ergeva ancora il cedro, circondato dal parcheggio blu

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