Daniele Tenca, il blues del Delta a Cantù

altI live da non perdere

Quando, tempo fa, un insospettabile amico architetto mi disse che era andato al concerto de Il Management del Dolore Post-Operatorio, lì per lì pensai che mi stesse prendendo in giro. Invece no, dopo una rapida verifica mi accorsi che la band esisteva davvero e che si chiamava proprio così. Nel frattempo, molti altri hanno imparato a conoscere questo gruppo abruzzese fino a ritenerlo una delle novità più frizzanti emerse di recente dal panorama punk rock nostrano. Il quartetto di Lanciano (Chieti)

ha registrato il primo album ufficiale Auff! nel 2012 con la produzione artistica di Manuele “Max Stirner” Fusaroli, già al lavoro con Zen Circus, Luci della centrale elettrica, Nada, Tre Allegri Ragazzi Morti, Teatro degli Orrori e chi più ne ha più ne metta.
La pasticca blu è il singolo che ha dato il nome al tour estivo e dal quale è stato tratto anche un videoclip registrato con Paolo Maria Cristalli, vincitore del Premio Fabrizio De André 2010 per la poesia. I quattro, che amano definirsi poeti provinciali, sono ora alle prese con la registrazione del prossimo album, la cui uscita è prevista a breve. Dal vivo all’interno della rassegna musicale “Fall in Milan”, venerdì 20, alle 21, al Biko di Milano.
Se l’album d’esordio di Daniele Tenca era un buon compromesso tra rock e tradizione cantautorale, sia Blues For the Working Class che il suo nuovo lavoro Wake Up Nation dimostrano come Daniele e la sua band mastichino perfettamente il linguaggio del Delta: le musiche e le tematiche hanno lo stesso spirito del blues del Mississippi. Dopo aver riflettuto e cantato della classe operaia, Daniele si rivolge ora alla propria nazione, cercando di scuoterla da un torpore che ormai la sta distruggendo lentamente e inesorabilmente. Circondato da ottimi musicisti, in pratica il meglio del blues italiano, Tenca ha pubblicato un disco completo, sferzante, che lancia un grido di allarme. In Dead and Gone Daniele è diretto e tutt’altro che rassegnato, con Big Daddy è crudo, sferzante e con What Ain’t Got, brano che richiama già nel titolo la canzone di Fabrizio De André e Massimo Bubola (Quello che non ho), reclama esigenze che assumono diverse sfumature odierne. E citiamo anche The Wounds Stay With You, una canzone che parla di ferite e cicatrici, che spinge la gente a stringersi per fare muro contro le ingiustizie. Insomma un disco con tanto impegno, musicale e sociale, da assaggiare dal vivo, sabato 21 dicembre, alle 21 al live club All’1&35circa di Cantù. Da segnalare, sullo stesso palco, anche i Vino Raro, che il giorno seguente si cimenteranno in un tributo a Rino Gaetano.
Anno nuovo musica nuova? No, il 4 gennaio 2014 si riparte, alle 21, agli Arcimboldi di Milano con Claudio Baglioni.
Imperturbabile nel suo giubbetto di pelle nera che fa tanto giovane, con il suo viso che non concede spazio al pallore e con la sua luccicante chioma argentea, il Claudio nazionale torna in concerto da solo. O meglio, con il suo pianoforte e le sue canzoni. Che poi, in questi tempi in cui X-Factor riabilita chiunque sia venuto prima, possiamo anche ricordare che negli anni ’70, quando ovunque imperava il miglior rock di tutti i tempi, da noi Baglioni rispondeva con dischi come Questo piccolo grande amore, E tu…, Sabato pomeriggio, E tu come stai. Dire che quelle canzoni sono ancora piccoli capolavori di poesia adolescenziale non è certo un’eresia. Anche se continua a cantarle un signore di 62 anni.

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