Dante, settecento anni festeggiati da Alberti

Emilio Alberti mascherina artistica

Dopo l’omaggio a Plinio il Vecchio in vista del bimillenario dell’erudito comasco di epoca romana lo scorso anno per il Parco Mosaici di Blevio, lo scultore e pittore comasco Emilio Alberti ora è alle prese con un omaggio a Dante nel 700° anniversario della morte del poeta.
«L’editore tedesco di oggetti d’arte e design con il quale collaboro da anni (Berendsohn) – dice Alberti – mi ha chiesto di realizzare due ceramiche ispirate alla Divina Commedia in occasione delle celebrazioni dantesche. Saranno edizioni a tiratura limitata a 999 esemplari numerati e firmati come è avvenuto lo scorso anno per il piatto “Acqua” della serie “Elementi”, che riprenderò quest’anno realizzando anche la versione “Aria” con una variazione sul motivo del vortice».
Nel corso dei secoli le parole di Dante hanno ispirato numerosi artisti, tale è la suggestione dei versi e la potenza delle immagini poetiche. «Dopo la nota Voragine infernale di Sandro Botticelli – ricorda Alberti – che rappresenta la mappa dell’Inferno a forma di imbuto con le scene e i personaggi nei nove gironi, le ottocentesche illustrazioni di Gustave Doré sono ancora oggi un modello icastico per forza rappresentativa ed efficacia da istantanea nel fissare momenti topici espressi dalle terzine. Trovo notevole anche la successiva versione di William Blake».
E Alberti come intende inserirsi in questo alveo artistico dantesco? «Al Sommo Poeta io – dice l’artista comasco – ho modestamente dedicato il piatto “Paradiso” e il vaso “Inferno” realizzati in ceramica con l’aggiunta di foglia d’oro. È un piccolo contributo alle celebrazioni dantesche, la rappresentazione di una suggestione, di un dettaglio, entro i limiti imposti dalla natura stessa dell’oggetto d’arte e dalla tecnica impiegata. Nel mio “Paradiso” ritorna l’immagine del vortice ricorrente nelle mie opere. Qui il moto vorticoso è reso dalle nuvole e dal cielo che sfuma dal blu intenso verso l’azzurro creando l’illusione di un moto ascensionale come nel volo dei Cherubini descritto da Dante. La foglia d’oro accentua ulteriormente questo effetto alludendo agli sfondi d’oro degli affreschi trecenteschi e al fulgore della luce divina che colpisce Dante al culmine della sua ascesa all’Empireo. Invece per il vaso “Inferno” mi ha ispirato la forza dell’immagine evocata dal canto XIV dell’Inferno, dove una pioggia di fuoco tormenta i dannati: “piovean di foco dilatate falde, / come di neve in alpe sanza vento”. La forma a goccia del vaso allude al movimento verso il basso. Una “dilatata falda” che cade lentamente: ho voluto renderla con pennellate rapide e nervose, dal giallo intenso sfumano verso l’arancione e il vermiglio fino al rosso cupo. Le fiamme guizzano su un fondo nero come lava vulcanica. La foglia d’oro con i suoi riflessi accentua ulteriormente lo sfavillio e il bagliore vivido della fiamma. Un lavoro fatto di materia concreta, dopo essermi dedicato per mesi all’arte digitale. La figura della “Lumaca Cosmica” creata in quel periodo avrà degli sviluppi pratici inaspettati. Con Michele Caldarelli e Luigi Viazzo stiamo creando un gioco da tavolo: il Gioco della Lumaca Cosmica. Una svolta ludica ma con uno sguardo al cosmo che ci sovrasta, una voglia di leggerezza per continuare ad affrontare tempi difficili».

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