Dario Bianchi: «È uno scandalo». Lunedì il caso finisce in Regione

La “strada d’oro” di San Fermo
Ai 4,3 milioni di costo si aggiungono altri 80mila euro

«È uno scandalo». La battaglia contro la strada da oltre 4 milioni di euro il Carroccio l’ha sposata tout-court, a tutti i livelli. Bersaglio delle polemiche e delle contestazioni è la bretella Nord del Sant’Anna che a San Fermo della Battaglia è destinata a collegare via Peneporto con il nuovo ospedale. Un’opera ancora da realizzare, frutto degli accordi di programma sottoscritti nel 2003 che prevedevano, per il piccolo paese alle porte del capoluogo, una serie di interventi e di vantaggi

in cambio della disponibilità ad accogliere il nuovo ospedale sul proprio territorio comunale.
Sulla nuova arteria è ancora la Lega Nord ad andare all’attacco. Il consigliere regionale del Carroccio Dario Bianchi la giudica «uno scandalo», senza tanti giri di parole. Nei giorni scorsi erano arrivate parole di fuoco da un altro leghista doc, l’assessore provinciale alla Viabilità Pietro Cinquesanti. E anche l’opposizione padana nel consiglio comunale di San Fermo ha fatto della bretella una propria battaglia, insieme con le altre forze di opposizione, le liste civiche “San Fermo Democratica” e “Prospettiva San Fermo”.
Tre i punti che, a detta di chi ne contesta l’opportunità, rendono l’opera completamente inutile. In primis il costo, 4 milioni e 300mila euro per un chilometro e mezzo di strada (pari a quasi 3mila euro di spesa per ogni singolo metro di asfalto), quindi il cantiere che devasterebbe un’intera zona boschiva e collinare a pochi passi dal fiume Seveso e, ultimo ma non meno importante, la conseguente deviazione del traffico pesante verso l’ospedale, con evidenti disagi per la nuova struttura sanitaria.
Senza dimenticare che ieri le opposizione hanno spiegato come i costi siano destinati ad aumentare di almeno altri 80mila euro. Il tracciato della lingua di asfalto, che dovrebbe collegare via Peneporto al Sant’Anna, per un tratto dovrà infatti salire in collina. Per questo il progetto prevede la realizzazione di un muro di protezione. Muro che, secondo il Comune di San Fermo, dovrebbe venir pagato da Villa Saporiti, come del resto l’intera bretella.
«Quattro milioni e 300mila euro in un momento come questo sono un eccesso non accettabile», tuona Dario Bianchi riferendosi alla crisi economica e ai pesanti sacrifici imposti dal governo Monti ai cittadini e agli stessi enti locali. «Serve buon senso – aggiunge – E poi credo che vi siano soluzioni alternative». Per questo il consigliere leghista promette che la vicenda finirà, già lunedì prossimo, sul tavolo dell’assessore regionale all’Ambiente, Marcello Raimondi.
«Chiederò un incontro – dice Bianchi – perché venga deciso di convocare un tavolo per la Valutazione ambientale strategica, in modo da prendere in seria considerazione i danni al paesaggio, all’ambiente e alla salute che quest’opera rischia di arrecare. Il Comune di San Fermo pretende troppo in nome di accordi presi nel 2003. Gli amministratori del paese non possono pensare che Villa Saporiti si indebiti per conto loro». Nei giorni scorsi l’assessore Cinquesanti aveva infatti sottolineato che la realizzazione di questa arteria costringerebbe la Provincia a indebitarsi, vista la spesa prevista, che supera abbondantemente i 4 milioni di euro.

Davide Cantoni

Nella foto:
In rosso, il tracciato della bretella che dovrebbe collegare via Peneporto all’ospedale Sant’Anna, connettendosi anche a via Ravona

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