Dario Cataldo-Elio Ponti: a Ponzate l’incontro fra ciclismo e arte

Dario Cataldo Elio Ponti

Da tempo teneva a questo incontro. Dario Cataldo, vincitore della tappa di Como del Giro d’Italia 2019, è un grande appassionato di arte e soprattutto di scultura.
Ben volentieri, quindi, ha accettato l’invito di Elio Ponti nel suo laboratorio di Ponzate. Lo scultore all’inizio degli anni ’70 realizzò il Monumento al Ciclista che si trova sul piazzale del Ghisallo e che fu benedetto da Papa Paolo VI; ancora oggi, ad oltre 80 anni, Ponti è attivo e disponibile a parlare del suo lavoro e a rispondere alle domande degli interlocutori.
Nella fase di preparazione della nuova stagione – in cui vestirà la casacca della Movistar, con esordio a fine mese in Spagna al Challenge de Mallorca – Cataldo è riuscito a trovare qualche ora per salire a Ponzate, paese alle porte della città dove era peraltro passato sia in occasione della tappa vinta alla “Corsa rosa” lo scorso 26 maggio, sia al Giro di Lombardia.
Elio Ponti, lieto di ricevere un importante atleta, ha donato suo ospite una riproduzione del Monumento al Ciclista e per un paio d’ore ha mostrato al corridore abruzzese (che vive in Canton Ticino) gli strumenti che ha utilizzato, i disegni che ha fatto e le sue opere, soffermandosi, in particolare, proprio su quella posta nel piazzale del Ghisallo.
Cataldo ha ascoltato con grande attenzione; da parte sua non sono mancate le domande, con ogni curiosità che è stata soddisfatta. Da vero appassionato di arte, il ciclista ha posto anche una serie di questioni tecniche relative alla realizzazione delle varie opere.
Al termine della visita, con la promessa di tornare di nuovo a Ponzate, Dario Cataldo ha voluto dedicare a questo incontro una riflessione sulla sua pagina Instagram. «In pochi sanno che il bozzetto originale progettato nel 1973 del Monumento al Ciclista del Ghisallo, in origine aveva il braccio completamente alzato invece che flesso come nella posa definitiva. La storia mi è stata raccontata dall’autore in persona, Elio Ponti, che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere all’interno del suo laboratorio. Mani sapienti di un artista che conoscono le tecniche più antiche e nobili. Un onore aver ricevuto direttamente dalle sue mani una replica in bronzo del monumento realizzata da lui stesso».

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