Datore di lavoro molesta la dipendente: a processo un consigliere comunale

Il tribunale di Como

Avrebbe approfittato del proprio ruolo di datore di lavoro per molestare una dipendente, costringendola a subire palpeggiamenti anche nelle parti intime, cercando più volte approcci sessuali sempre quando l’ufficio era ormai deserto. Violenze che sarebbero proseguite fino allo scoppio della ragazza in un pianto carico di tensione.
Un consigliere comunale brianzolo, 48 anni, è stato rinviato a giudizio ieri mattina dal giudice dell’udienza preliminare di Como in seguito alle accuse di stalking e, appunto, violenza sessuale. L’udienza è stata fissata per il prossimo mese di marzo.
I fatti, poi confluiti nel capo di imputazione, si sarebbero verificati tra il mese di gennaio e quello di maggio del 2017, quando cioè la vittima presentò denuncia. Molestie aggravate, secondo la Procura di Como, dall’aver commesso il fatto «abusando dell’autorità derivante dal proprio ruolo di datore di lavoro» della ragazza finita nel mirino. Palpeggiamenti e strusciamenti che avvenivano quando, alla sera, gli altri dipendenti avevano ormai abbandonato il posto di lavoro. Era a questo punto che il 48enne convocava la ragazza nel suo ufficio e iniziava a forzare un approccio sessuale, cercando di toccarla nelle parti intime spingendola con forza anche contro la scrivania. Episodi ripetuti che – secondo il racconto fatto dalla vittima – le avrebbero provocato «un grave e perdurante stato di ansia» poi anche diagnosticato da psichiatra e psicoterapeuta. Una brutta vicenda, quella che avrebbe coinvolto il consigliere comunale brianzolo, che ora dovrà passare al vaglio dell’udienza dibattimentale dove l’imputato ha scelto di difendersi senza intraprendere la strada di riti alternativi. Il rinvio a giudizio è stato decretato nelle scorse ore dal gup di Como che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica.

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