Davide Valsecchi: «In F1 c’è un sacco di gente che ho battuto. Ora farò il tifoso di Raikkonen e Button»

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L’erbese nel 2013 era riserva alla Lotus. Ora potrebbe correre nel Gran Turismo

Un anno fa sognava l’esordio in Formula 1 con la Lotus, che lo aveva ingaggiato come terzo pilota. Ma alla fine non ha mai preso il via in un Gran Premio. Ora, dopo un inverno passato a lavorare nell’azienda edile di famiglia, Davide Valsecchi si prepara a seguire il Mondiale 2014, che inizia domenica a Melbourne, come spettatore. La sua carriera di pilota? Dovrebbe proseguire nella categoria Gran Turismo.
«Voglio scusarmi – dice l’erbese – con gli appassionati italiani che speravano in

un mio esordio in F1 lo scorso anno con la Lotus. Purtroppo quando c’è stata la possibilità, non mi è stata data».
C’è sempre il dispiacere per la scelta della Lotus, che a due Gran Premi dalla fine, dopo l’infortunio a Kimi Raikkonen le preferì Heikki Kovalainen.
«La squadra preferì privilegiare la sua esperienza. Ma alla fine si è visto: era fermo da tempo e non ha portato a casa i punti a cui la squadra puntava. Per me rimane l’amarezza per una occasione che pensavo di essermi meritato. Certo, il dispiacere è ancora grande».
Ma alla fine, al tirar delle somme, se valuta il suo 2013, come pensa che sia stato?
«Non mi è piaciuto, perché io avrei voluto fare il pilota, guidare, ma a parte qualche test a me hanno riservato il lavoro che Kimi Raikkonen… non voleva fare: incontri e cene con gli sponsor, pubbliche relazioni».
Non è esattamente quello che avrebbe voluto fare.
«Ho sofferto tantissimo anche se, ci tengo a dirlo, non mi piaceva quello che facevo in un mondo che è pur sempre di privilegiati. Perché io mi reputo comunque una persona fortunata: per me andare alle corse e mettermi al volante è come andare in vacanza. Nel 2012 ho vinto il Mondiale nella Gp2: a chi mi chiedeva se avevo fatto fatica rispondevo che la vera fatica la fanno quelli che vanno in miniera, non certamente io».
Tornando al 2013 in Lotus. C’è comunque qualche cosa che salva di un anno che non è stato all’altezza delle aspettative?
«Il mio giorno più bello è stato a Barcellona, quando Raikkonen era infortunato e mi hanno messo all’improvviso a fare il test con la nuova vettura. Una sensazione incredibile, indimenticabile».
Più volte abbiamo citato Raikkonen: lei è sempre stato un tifoso del pilota finlandese. Come è, visto da vicino?
«Con me è sempre stato gentile. Poi, si sa, è uno fatto a suo modo, molto riservato. Alla Lotus ha portato risultati ed era amato da tutti, poi quando ha annunciato l’addio, dicendo che tornava nella sua casa, la Ferrari, nel team ci sono rimasti male e non lo hanno più molto ben visto».
Dell’ambiente della F1 ha conosciuto e apprezzato qualche altro collega?
«Posso fare il nome di Jenson Button. Davvero un grande, un uomo d’altri tempi. Uno che ha vinto un Mondiale nella sua carriera, ma sempre alla mano. Un gentiluomo. Posso dire che farò il tifo per lui oltre che, ovviamente per Raikkonen».
Veniamo al Mondiale 2014 che parte domenica in Australia. Che impressione si è fatto sulle forze in campo?
«Direi che le macchine motorizzate Mercedes, per come sono andati i test, sembrano favorite. Un nome per il successo finale? Quello di Lewis Hamilton. Ma sono sicuro che anche McLaren e Williams, che hanno lo stesso propulsore, potranno dire la loro. Poi sono curioso di vedere il potenziale della Ferrari, che non ha brillato molto. Ma magari farà bene».
E in questa F1 Valsecchi non avrebbe potuto dire la sua?
«Non nego che qualche contatto ci sia stato. E mi spiace vedere che, a parte i 5-6 piloti al top, nel resto della griglia c’è un sacco di gente che nelle categorie minori ho battuto. E poi in tanti dicono che l’affidabilità avrà un ruolo importante e che anche squadre non di vertice potranno conquistare il podio. Nel pensare a questo la delusione per il fatto di non esserci è ancora maggiore».
Ma le sue prospettive per quest’anno, quindi quali sono?
«La F1 no sicuramente. Anche il progetto IndyCar negli Stati Uniti per ora non è proponibile. L’ipotesi più accreditata è quella di un campionato nella categoria Gran Turismo anche se per ora non voglio sbilanciarmi fino a che non ci saranno certezze».
Magari non è quello che si aspettano i suoi tanti tifosi…
«La situazione d’altronde è questa. Io comunque voglio ringraziare le tante persone che mi hanno sempre manifestato il loro affetto: non posso dimenticare, ad esempio, la serata di Erba di ottobre 2012, a Lariofiere, quando c’era tantissima gente a festeggiare la vittoria in Gp2. A questa gente avrei voluto regalare la gioia di una corsa in F1; purtroppo è andata come è andata…».
Quest’inverno lei ha lavorato nell’impresa edile di suo papà.
«Mi rendo conto che a qualcuno potrebbe sembrare strano, visto che sono stato “quasi” un pilota di F1. Ma per me è normale: l’ho sempre fatto anche quando correvo in Gp2. Faccio i conti in ufficio e giro per i cantieri: e anche per chi lavora con me non è una cosa strana. Non mi sono mai tirato indietro».
Lei è anche appassionato di rally. Su questo fronte non ha qualche aspirazione?
«Sicuramente. Anzi, lancio un appello: mi piacerebbe correre il prossimo Rally Aci Como-Etv. Se c’è qualcuno che mi mette a disposizione una macchina sarei felice di essere al via di quella che è la mia corsa di casa».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Sopra e a sinistra, Davide Valsecchi alla Lotus nel 2013: in un test e ai box

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