De André junior al Palacongressi

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Oltre frontiera

(m.prat.) Ha incassato al Festival di Sanremo il premio della critica “Mia Martini” con Invisibili, quello eliminato in favore de Il cielo è vuoto. E adesso torna in tour. È Cristiano De André, che il 25 aprile sarà al Palazzo dei Congressi di Lugano, per una tappa semi acustica di una nuova stagione live in cui offrirà al pubblico una rivisitazione del suo repertorio e di quello di papà Fabrizio, del quale è ormai divenuto l’unico interprete davvero credibile. Lo ha dimostrato la magistrale

interpretazione solitaria al pianoforte, sul palco dell’Ariston, di Verranno a chiederti del nostro amore, dall’album del 1973 Storie di un impiegato.
Virtuoso polistrumentista (chitarre, violino, tastiere, bouzouki), Cristiano sarà accompagnato in questo nuovo appuntamento in Canton Ticino da Osvaldo Di Dio alle chitarre, Davide Pezzin al basso e contrabbasso, Davide Devito alla batteria e percussioni.
Lo spettacolo, come detto, sarà dedicato ai suoi brani – dai successi più amati dal pubblico alle canzoni del più recente lavoro discografico Come in cielo così in guerra, ma tornerà ancora dentro l’universo artistico e quotidiano di Fabrizio De André. A far parte della scaletta Se ti tagliassero a pezzetti, Nella mia ora di libertà, Smisurata preghiera, Crêuza de mä – che dopo l’interpretazione di Ligabue a Sanremo ha bisogno di tornare a tuffarsi tra onde meno improvvisate – Amico fragile, Quello che non ho, Fiume Sand Creek, Il Pescatore e altri ancora. Un’eredità complessa che Cristiano ha atteso a lungo prima di reinterpretare, ma che infine ha fatto sua attingendo dalla memoria e intrecciando le note dei celebri versi di Fabrizio con i ricordi della sua vita con lui.

Nella foto:
Cristiano De André proporrà sul Ceresio i suoi brani e quelli di papà Fabrizio

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