De Pisis e Montale – Coppia d’assi

Anticipazioni – I versi del pittore e i dipinti del poeta saranno in scena da aprile al Museo di Mendrisio
Alla maniera di Filippo De Pisis nell’inviargli questo libro è una delle poesie della raccolta Le occasioni di Eugenio Montale in cui le affinità e il sodalizio tra lo scrittore e l’artista vengono sintetizzate: nella dinamica descrizione di una scena di caccia al beccaccino, evocata dai versi del poeta, si apre lo scrigno del mondo pittorico del maestro che, in effetti, nelle sue nature morte dipinse vari volatili. Un beccaccino, tra l’altro, è in un dipinto che De Pisis regalò effettivamente
al poeta in cambio della poesia citata. E Montale lo conservò a lungo in bella vista su una parete della sua casa, in via Bigli a Milano . Il sodalizio tra il pittore e il poeta premio Nobel verrà ribadito in una mostra dal 28 aprile al 16 agosto prossimi al Museo d’Arte di Mendrisio. Non sarà solo un omaggio al poeta e al pittore, ma una sorta di duplice trama: sarà disvelata l’arte poetica di De Pisis, che fu anche scrittore, e in parallelo saranno esposti lavori di Montale artista. Celebre in tutto il mondo per la sua poesia, vero “manifesto” del Novecento letterario, Montale, infatti, non si è però limitato all’esercizio, per quanto intenso, della scrittura. Ha infatti anche disegnato e dipinto per lunga parte della sua vita, cercando di dare visibilità immediata alle sue suggestioni letterarie.
La mostra di Mendrisio è in via di costruzione per quanto riguarda titolo definitivo e prestiti (dagli eredi degli artisti e da collezioni) proprio in questi giorni. Il critico e storico dell’arte comasco Luciano Caramel firmerà uno dei testi in catalogo. «Il tema – dice – non è affatto peregrino anche se un po’ ardito: si tratta di due autori ormai storicizzati, la cui vicenda riserva appunto queste sorprese: De Pisis che fu soprattutto pittore è stato anche poeta rinomato e Montale, all’inverso, fu pittore, in maniera, ahimé, più debole rispetto a quanto fu poeta De Pisis».
L’idea della mostra è di Paolo Campiglio, che firmerà un altro dei saggi in catalogo. Un ulteriore contributo sarà quello dell’italianista Gianni Venturi. Caramel ha conosciuto personalmente Eugenio Montale a Milano, nel 1962. «Con Arturo Carlo Quintavalle – ricorda – lavoravo per Feltrinelli a una rivista che poi non uscì mai. Il titolo, scelto dal direttore che sarebbe stato Renato Guttuso, era La zattera della Medusa. La sede era appunto in via Bigli, a Milano, e in quella occasione ebbi modo di conoscere e frequentare il poeta. Mi ripeteva spesso di essere convinto di essere un grande pittore e che nessuno parlava delle sue opere, perché la bravura artistica era oscurata dalla notorietà di scrittore».
Caramel conserva due disegni montaliani donatigli dal futuro Nobel. «Proprio di questa sua insoddisfazione psicologica e delle sue dinamiche parlerò nel mio saggio in catalogo», dice. La mostra su De Pisis e Montale arriva a dieci anni dall’omaggio al poeta in qualità di pittore a Villa Bernasconi di Cernobbio nell’ambito del ciclo “Parole e colori”. La mostra curata dal critico lariano Luigi Cavadini, con la collaborazione di Stefano Crespi, ospitò una sessantina di opere tra oli su tavola e su cartone, disegni a pastello e a matita, alcune chine e qualche taccuino, rintracciati nelle collezioni degli eredi di Montale e in alcuni musei, ma soprattutto nelle raccolte di personaggi della cultura italiana (o di loro eredi) che ebbero con il poeta una lunga frequentazione, tra cui Guido Piovene e Pietro Bigongiari.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Un autoritratto di Filippo De Pisis

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