De Santis-Dal Bon per la “Città della Musica”

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Lo sviluppo culturale
Si apre il dialogo per realizzare il progetto dedicato alle note

L’impegno della Camera di Commercio nei confronti della varie attività culturali del nostro territorio è fondamentale. In un momento economico davvero difficile, in cui il sostegno pubblico agli operatori culturali è sempre più complicato, è indubbio che l’ente presieduto da Paolo De Santis stia rivestendo un ruolo di primaria importanza.
A Como, che da anni ha l’ambizione di diventare “Città della Musica”, non si può certo

trascurare chi si occupa, a vari livelli, delle note. «Rispetto ai progetti culturali – ha spiegato De Santis – i nostri obiettivi sono sempre gli stessi. Noi sosteniamo le buone idee e proviamo anche a stimolarne di nuove. Per quanto riguarda la musica, avendo in città un Conservatorio diventato una università a tutti gli effetti, un Teatro Sociale modello di gestione e produzione, e una serie di operatori e professionisti preparatissimi, si possono fare grandi cose».
Lei ha sostenuto una ricerca sul “Sistema Musica” in provincia di Como. A che punto è?
«Lo presenteremo verso la metà di maggio. È un lavoro molto interessante, messo a punto dal maestro Bruno Dal Bon e dai suoi collaboratori. Lo conosco da tempo e ho apprezzato questo studio che mette in evidenza la consistenza di un sistema che coinvolge molti addetti e che non può essere sottovalutato». Consumo e produzione di cultura creano sviluppo e posti di lavoro. Dal Bon si è occupato anche della “Casa della Musica”, è al corrente di questa iniziativa?
«Sì, la conosco, me ne ha parlato. Credo sia una cosa importante anche questa. Al momento non sono in grado di fare una valutazione approfondita. Certamente è un argomento interessante, ma ancora devo entrare nel merito per capire se la Camera di Commercio potrà condividerlo e sostenerlo come abbiamo fatto per altre iniziative».
Secondo Dal Bon, la realizzazione della “Casa della Musica” è da leggere con un senso preciso. «Dalla realizzazione del progetto – afferma il docente del Conservatorio – si dovrebbero cogliere tre significati: materiale, simbolico e identitario. Ma questa “casa” dovrebbe ospitare anche un valore politico. La condivisione dell’idea della nascita di una “Casa della Musica”, tra piazza Martinelli e l’ex Circoscrizione 7, sarebbe il primo mattone per la costruzione di un bene comune per la città. Sostenere pubblicamente le note vuol dire avere chiaro il punto della questione. Finora, non solo a Como, è mancata ogni attenzione nei confronti dei “lavoratori della conoscenza”».

m.prat.

Nella foto:
Il presidente della Camera di Commercio di Como, Paolo De Santis (foto Mv)

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