De Sfroos secondo nella classifica dei dischi più venduti

Il menestrello del Lago di Como
Che Goga e Magoga stesse andando bene lo aveva dimostrato il suo debutto alla Feltrinelli di Como lo scorso 14 aprile, quando in poco più di un’ora ne erano state bruciate 300 copie. Ma che addirittura il nuovo album di Davide Van De Sfroos riuscisse a conquistare per la prima volta nella carriera del cantautore la seconda posizione della classifica ufficiale dei dischi più venduti, forse non se lo aspettava nessuno.

Nemmeno Yanez, il precedente lavoro trainato dal fortunato passaggio a Sanremo , era riuscito in questa grande impresa. Allora, nel 2011, il cantautore lariano non andò, come al Festival, oltre un comunque prestigiosissimo quarto posto.

A un solo passo dalla vetta, che rimane ancora terra di Biagio Antonacci con L’amore comporta, De Sfroos ha comunque messo in fila tutte le nuove uscite discografiche registrate dalla Federazione dell’Industria Musicale Italiana nell’ultima settimana. Dietro Goga e Magoga rimangono così i nuovi cd di artisti del calibro di Paolo Nutini, ospite quest’anno all’Ariston, dei Vamps, nuova speranza del pop rock britannico, e persino di Ian Anderson, il leader dei Jethro Tull che proprio De Sfroos ha voluto ricordare nel suo sesto album di inediti con il brano Mad Max, il cui attacco è un chiaro omaggio alla musica del celebre gruppo progressive inglese.
De Sfroos non finisce quindi di stupire, soprattutto perché risultati simili con un disco in dialetto non li aveva raggiunti nemmeno Fabrizio De André con l’epocale Crêuza de mä (registrato nel 1984 allo Stone Castle Studio di Carimate) e considerato senza tema di smentita uno dei dischi più importanti della canzone italiana. Un fenomeno tutto lariano al quale non resta che dire grazie, perché nessuno prima di De Sfroos ha saputo dipingere così bene il nostro territorio. Le sue canzoni continuano a consegnare in giro per l’Italia una serie di affreschi integri del Lago di Como, anche quando, come in questo caso, le onde d’acqua dolce si fanno solo specchio dell’anima del loro amato cantore. Mai come in Goga e Magoga, un disco che alla lunga potrebbe davvero essere ricordato come il più importante della sua carriera. Davide si era infatti liberato fino in fondo dei suoi fantasmi. Ora lo aspetta solo un nuovo bagno di folla, il 13 giugno all’Ippodromo di Milano, nel festival “City Sound”.

Nella foto:
La copertina del disco Goga e Magoga di De Sfroos disegnata da Mauro Fuggiaschi

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