De Sfroos torna al Forum

Personaggi – Sabato a Milano il cantautore laghée duetterà con Irene Fornaciari in “Yanez” che li ha visti insieme a Sanremo 2011
Sanremo si è chiuso con il rimpianto. Un festival che verrà ricordato come quello di Celentano e delle occasioni perse. Un concetto ribadito dagli addetti ai lavori un po’ ovunque da quando la 62ª edizione della popolare kermesse canora ha calato il sipario. Chi attendeva nuovamente Davide Van De Sfroos sul palco dell’Ariston, per il duetto con la figlia di Zucchero, è stato deluso dalla prematura eliminazione di Irene Fornaciari. Contava bucare il video o più ancora essere “figli” dei talent, come ha dimostrato un podio che ha premiato tre artisti che a vario titolo hanno tutti attraversato i tanto discussi format catodici. A sottolineare l’assenza di coraggio, che caratterizzò invece la passata edizione, ci ha pensato Mario Luzzatto Fegiz. Sul Corriere della Sera ha sottolineato quanto al Festival sia mancato soprattutto
Yanez, l’immaginario eroe decaduto e reinventato in dialetto comasco proprio dal nostro De Sfroos.
Ennesima medaglia che il cantautore lariano, atteso sabato 25 febbraio al Forum di Assago, appunta sul proprio petto: «Non è un mistero che Fegiz segua da tempo con affetto la mia carriera, non posso far altro che ringraziarlo ancora. Certo quest’anno è mancato il colore del folk e le canzoni sono sembrate un po’ tutte allineate, nella norma. Ma è stato un Festival difficile sotto tanti punti di vista».
Insomma è stato quasi un bene non esserci.
«Non lo so, lo scorso anno sono stato fortunato, fu un Sanremo particolarmente felice. Molti di noi, pensiamo ad esempio a Vecchioni e Mauro Ermanno Giovanardi, si erano già frequentati altrove e si creò subito una bellissima atmosfera».
In veste di autore che consuntivo può fare?
«È stata un’altra esperienza emozionante. Ma anche in questa occasione tutto è nato per caso: Il mio grande mistero non è un brano nato per il Festival ma per il nuovo disco della Fornaciari».
In molti hanno apprezzato questo testo che Irene ha proposto con coraggio di vestire in chiave pop rock.
«È stato un esperimento forte, scrivere per altri mi piace e tornerò a farlo».
Intanto l’esperienza Morandi a Sanremo si chiude qui.
«È giusto così, Gianni ha dato tanto. Spero solo che in futuro la si smetta di pensare solo all’audience e che si provi ad avere un po’ di coraggio in più. Capisco che il palco dell’Ariston sia una sorta di portaerei dove atterranno solo un certo tipo di velivoli. Però non sarebbe male se si provasse a dare più spazio alla qualità della musica, a tutti quegli artisti che non stanno sempre in vetrina. Un onesto esperimento alternativo che spenga le luci sugli ospiti e le riaccenda sui cantanti che lo meritano sarebbe davvero una bella sorpresa per tutti».
Spente le luci nella Città dei Fiori, ora è tempo di riaccenderle al Forum di Assago, incontrastato tempio del rock lombardo. A distanza di tre anni, dopo l’invasione dei 12mila desfan, è in arrivo un secondo sold out.
«Le emozioni saranno le stesse della prima volta. Ci stiamo preparando a celebrare questi anni con una scaletta ricca di brani storici, sarà una festa da vivere con il pubblico».
Insomma un “best of” suonato dal vivo.
«Sì, sarà proprio così. Avremo una scenografia essenziale, molto rock, che bada alla sostanza delle canzoni, e qualche ospite».
Ci sarà la Fornaciari?
«Sì, faremo insieme Yanez e poi vedremo se ci sarà tempo per qualcos’altro. In questi ultimi anni sono successe tante cose, ma questo concerto non sarà un momento per celebrare se stessi ma una sorta di raduno; lo dimostra il fatto che in molti sabato verranno a Mezzegra per poi raggiungere tutti insieme il Forum in pullman».
Ripensando alla sua discografia è soddisfatto?
«Direi di sì. E semm partii.. , anche se forse oggi lo suonerei diversamente, e Pica! sono stati due momenti fondamentali, ma anche Akuaduulza ha rappresentato un periodo di svolta. Ora avrei voglia di tornare alle radici, alla scrittura visionaria del primo Dylan, alla poesia coraggiosa di Leonard Cohen. La sfida sarà quella di trovare un giusto equilibrio con il pop».
Palazzetti o teatri?
«Io devo dividere le mie anime. Quella da fantasista mi permette di raccontare e sperimentare in teatro, la seconda da rocker di ricevere grande energia dal pubblico delle piazze o dei grandi impianti».
Una parola per i suoi musicisti che la accompagnano nel tour.
«Sono tutti fantastici, versatili e risoluti. Ognuno di loro si sforza per dare attenzione alla canzone e non al proprio ego. Dopo aver proposto la struttura, la tonalità e la melodia del brano, lascio loro carta bianca per quello che riguarda assoli e accompagnamento».
E una parola per De Sfroos.
«Davide ha voglia di riprendersi da questi anni affollati per concentrarsi sulle tante cose nuove che ha in mente: un libro, nuove canzoni, televisione. Ripartendo da casa, ma anche rimanendoci».

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Il cantautore Davide Van De Sfroos con il suo più recente album in studio, Yanez

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