Debiti fiscali di un dipendente ridotti da 509mila a 54mila euro
Cronaca, Economia

Debiti fiscali di un dipendente ridotti da 509mila a 54mila euro

Non molti la sanno, per loro fortuna. Ma dal 2012 esiste un’ancora di salvezza per chi è sopraffatto dai debiti: una legge che permette di offrire al creditore quello che si ha e non oltre. Così è capitato di recente a Como dove un dipendente 48enne ha concordato e pagato 54mila euro invece di un debito lievitato negli anni fino alla cifra di 509mila euro. Si tratta della legge sul sovraindebitamento che si traduce in un’offerta, uno scambio “quasi” equo tra chi riceve parte della somma alla quale avrebbe diritto – evitando il rischio reale di non ottenere magari nulla in futuro – e chi si libera del peso del debito.

Uno degli ultimi casi riguarda la decisione del tribunale di Como che ha risolto definitivamente una situazione debitoria di un lavoratore dipendente 48enne per debiti fiscali relativi a una partecipazione societaria in un’azienda di famiglia. Il debito iniziale di 166mila euro, maturato nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia, e lievitato successivamente con sanzioni e interessi a ben 509mila euro, è stato così concordato e ridotto a 54mila euro (-89%), attraverso un accordo approvato dalla stessa Agenzia delle Entrate.

L’avvocato Pasquale Lacalandra, che negli ultimi anni ha seguito diversi casi di sovraindebitamento fiscale, è intervenuto anche nella vicenda di Como. «Nel caso esaminato, se il debitore avesse richiesto la procedura della “rottamazione”, avrebbe dovuto restituire il debito iniziale, che, seppur epurato da interessi e sanzioni, ammonta comunque a 166 mila euro. L’unica possibilità per il debitore sarebbe stata la dilazione, ovvero 5 rate da oltre 33mila euro ciascuna», spiega l’avvocato. «Pertanto la particolarità del caso di sovraindebitamento portato all’attenzione del tribunale di Como è invece quella di aver raggiunto un accordo con il fisco, e in particolare con l’Agenzia delle Entrate, che ha accettato la somma di 54mila euro per chiudere la situazione debitoria», spiega sempre Lacalandra. L’importo è stato determinato «sulla base delle entrate del debitore, rappresentate solo dallo stipendio percepito. In mancanza dell’accordo, il fisco comunque non avrebbe potuto ottenere più di 1/10 dello stesso stipendio. Questo accordo ha quindi un’importanza rilevante anche dal punto di vista sociale, perché permette al debitore di riacquistare un ruolo attivo nell’economia, tutelando allo stesso tempo i diritti del creditore», chiude sempre l’avvocato.

17 gennaio 2017

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