Debiti, ultimatum alla Socio-Lario. «Ma così il Comune ci fa chiudere»

altA Sagnino la cooperativa assiste persone disabili dal 1990
(f.bar.) I conti non tornano. La cooperativa “SocioLario”, attiva dal 1990 all’interno dell’ex scuola materna di Sagnino, potrebbe essere costretta a chiudere a breve. O, quantomeno, a traslocare.
Futuro incerto per i 17 disabili accolti in questo centro diurno. Motivo del contendere, un conto arretrato da 65mila euro per il riscaldamento della struttura e un affitto – giudicato troppo basso dal Comune – da adeguare. Si tratta però di cifre che la cooperativa non può reperire.

«Dal 1990 occupiamo questi locali di proprietà comunale. Abbiamo in essere un contratto che prevede, vista la nostra funzione sociale, il pagamento di un affitto simbolico», dice il presidente di SocioLario, Giorgio Allara. Si è passati da un milione di lire iniziali ai 500 euro annui di oggi. «In questa cifra era prevista anche la spesa per il riscaldamento – dice Allara – Siamo andati avanti così senza problemi fino al 2005». Allora fu la giunta Bruni a chiedere 23mila euro di arretrati per il gasolio, esprimendo anche la volontà di rivedere l’affitto. «Non se ne fece nulla proprio per la nostra valenza sociale. Siamo andati avanti fino a poco tempo fa, quando ci è stato presentato il conto», aggiunge il presidente. «Mi sono opposto personalmente e se necessario lo farò anche legalmente. Sono somme fuori dalla nostra portata». 

 

Regna dunque l’incertezza anche perché «premessa l’impossibilità di recuperare 65mila euro, saremmo poi costretti ad aumentare notevolmente le rette per i nostri ospiti», conclude Allara.
«Stiamo discutendo da tempo con SocioLario. Lo faremo ancora per riuscire a trovare una soluzione. Ma su somme da incassare e debiti arretrati non possiamo fare molto», spiega l’assessore al Patrimonio di Palazzo Cernezzi, Marcello Iantorno.

Nella foto:
La sede della Socio-Lario, attiva nella ex scuola materna di Sagnino di proprietà comunale

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