Degrado in città, coro di proteste

C’è chi dice no – Davanti a telecamere e fotografi lo sconforto dei comaschi
Stazione San Giovanni, buche, area Ippocastano: lungo elenco di lamentele
Un elenco che occupa un intero foglio, scritto fitto fitto a computer e corredato da una ricca documentazione fotografica. Pensando alle “magagne” che affliggono il capoluogo, c’è persino chi ha pensato di metterle tutte nero su bianco, per evitare di dimenticarne qualcuna, visto che la lista si presenta tutt’altro che breve. Prima, però, una premessa: «Como è una bellissima città, indubbiamente».
Con gli occhi di un cittadino che conosce – e ama – la sua città, Angelo Mambretti ha stilato una lista che conta 21 voci, dai giardini dissestati di largo Ramelli al degrado della passeggiata di Villa Olmo, dall’abbandono della stazione San Giovanni alle buche sulle strade.
«In una città bella come Como, le “magagne” stridono ancora di più – dice Mambretti – Purtroppo, non solo i problemi segnalati non vengono risolti, ma anzi la situazione peggiora in continuazione senza

che nessuno intervenga. Il degrado evidente anche nelle zone di maggiore pregio si aggiunge a situazioni di abbandono che si trascinano da anni, al dramma delle aree dismesse, alle opere incompiute».
I residenti della zona dell’Ippocastano sono più che mai agguerriti. «Il quartiere nel suo complesso è completamente abbandonato a se stesso – attacca Gabriella Nicora – Non so quante volte abbiamo segnalato e denunciato la situazione ma non cambia mai nulla. Il parcheggio dell’Ippocastano è in condizioni pietose e mi chiedo con che coraggio il Comune pretenda dagli automobilisti il pagamento della sosta. Attorno, la situazione è di totale degrado, i muri sono imbrattati dai graffiti, le poche aree a verde sono diventate esclusivamente una toilette a cielo aperto per i cani. Periodicamente si annunciano progetti di riqualificazione e di rilancio dell’area, poi non si muove nulla».
«Il degrado avanza e non si fa nulla per impedirlo – dice Maddalena Negri – Spostarsi a piedi è un pericolo. I marciapiedi sono in condizioni pietose e in molti punti le strisce pedonali sono ormai invisibili. In via Magenta ci sono tre scuole e gli attraversamenti sono quasi del tutto cancellati, il rischio incidenti è altissimo. Anche il livello della sporcizia è oramai indecente, dagli escrementi dei cani ai cestini non svuotati l’immagine è davvero desolante».
«Camminare sui marciapiedi è difficilissimo – dice anche Vincenzo Gessaga – tra buche e dislivelli, chiunque abbia qualche difficoltà di movimento, oppure le persone che spingono un passeggino hanno enormi problemi a spostarsi. Spesso si è costretti a scendere sulla strada, con i rischi che questo comporta».
«Il degrado generale è sempre più evidente – aggiunge Sergio Cavallari – Le condizioni delle strade sono sotto gli occhi di tutti, e non va certo meglio nelle aree che dovrebbero essere di maggiore pregio, come la zona dei giardini a lago e la diga foranea».
Il pensionato lariano Ugo Lattuada sposta l’attenzione sulla zona della stazione di Como Lago.
«Proprio in prossimità dell’uscita della stazione sono state posizionate una pensilina del bus e una bacheca per le informazioni che intralciano il passaggio – dice – Bastava poco per evitare questa situazione, invece anche qui sono riusciti a creare un disagio. Chiunque abbia passeggini e carrozzine è costretto a scendere sulla strada per passare, ovviamente mettendo a rischio la propria sicurezza. Non parliamo poi dei bagni pubblici della stazione, davvero indecenti». «Vivo sei mesi a Como e altrettanti a Bolzano – aggiunge sconsolato Lattuada – Quando torno sul Lario il primo impatto è davvero desolante. Il paragone con Bolzano è sicuramente impietoso».
«Ho 84 anni ma amo ancora passeggiare per le strade della città – dice Emilio Sabbatini – Purtroppo le condizioni dei marciapiedi lasciano molto a desiderare e spesso muoversi è davvero un problema».
«In via Milano, all’altezza di via Giulini il marciapiede è rotto in due punti – attacca Carlo Bianchi – Si comincia con qualche cubetto di porfido, poi se nessuno ripara il danno il problema si allarga rapidamente. Ho segnalato la situazione anche all’Ufficio relazioni con il pubblico del Comune. Una volta sono intervenuti, poi il problema si è ripresentato e nessuno ha fatto più nulla. A questo aggiungo il problema dell’illuminazione: sono decine i lampioni che non funzionano. In viale Giulio Cesare ci sono voluti due anni e 8 mesi prima che intervenissero, in via Anzani e via Leoni il problema è identico ma le ripetute segnalazioni non portano a nulla». In tema di illuminazione, resta la denuncia dei pendolari che utilizzano la stazione di Albate-Camerlata, che lamentano il problema dell’area di sosta buia e pericolosa. Nei giorni scorsi infine è tornata alla ribalta anche la questione della mancata illuminazione della facciata esterna del Duomo, sul lato dell’abside.

Nella foto:
Lo stato della diga foranea è stato oggetto di lamentele da parte dei cittadini durante l’incontro con i cronisti di Etv e Corriere di Como

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