Delitto alla casa di riposo Don Guanella. L’autopsia conferma: «Morta soffocata»

Il don Guanella di Como

La conferma è giunta dall’autopsia affidata all’anatomopatologo del Sant’Anna: la 91enne trovata senza vita nel letto della sua stanza nella casa di riposo don Guanella di via Tommaso Grossi è morta per soffocamento.
Decesso provocato da due guanti in lattice che le sono stati spinti nel cavo orale. È questo il responso giunto al sesto piano del palazzo di giustizia a Como, nell’ufficio del pm Simona De Salvo. Il fascicolo – contro ignoti – è aperto con l’accusa di omicidio.
Altro elemento che sarebbe emerso dall’autopsia farebbe riferimento all’ora della morte, avvenuta poco prima dell’arrivo nella stanza dell’operatrice della struttura che ha poi dato l’allarme. La dipendente avrebbe notato un lembo del guanto in lattice fuoriuscire dalla bocca della vittima e per questo si sarebbe avvicinata, accorgendosi di quanto avvenuto.
Ieri mattina la squadra Mobile è tornata in via Tommaso Grossi per ascoltare in qualità di testimone la compagna di stanza della 91enne, una signora di 94 anni.
La vittima era ridotta a letto, incapace di deambulare, e non era autosufficiente. Aveva un amministratore di sostegno, un nipote che vive a Como, che ha raccontato di aver visto la zia per l’ultima volta sabato scorso, e di non aver notato alcun segnale preoccupante.
In un primo momento sono state prese in considerazione tutte le piste possibili, compresa quella di un tragico incidente dovuto all’ingerimento volontario dei guanti.
Ipotesi che sono poi venute meno.
Ieri intanto è giunto il redazione un comunicato stampa della Casa Divina Provvidenza dell’Opera don Guanella di Como.
«In relazione all’episodio avvenuto in data 24 settembre 2017 riguardante la morte di un’ospite, evento attualmente oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica di Como, il Procuratore dell’Opera don Guanella, don Fernando Giuseppe Giudici, unitamente alla Comunità religiosa e agli operatori, esprime profondo cordoglio e manifesta piena vicinanza alla famiglia dell’ospite deceduta».
Opera che poi auspica riservatezza e discrezione per la «tutela degli ospiti ricoverati, dei loro familiari e del personale, nel rispetto della delicatezza della vicenda».
M.Pv.

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