Delitto di Asso: l’imputato confessa prima dell’udienza. Pena confermata: 14 anni.

Omicidio di Asso

Ha confessato tutto, con un passo a sorpresa avvenuto a poche ore dall’udienza. Ha anche chiesto scusa ai parenti della vittima. Ma questo improvviso colpo di scena non gli ha evitato una condanna che ha ricalcato quella già patita in primo grado a Como con il rito Abbreviato.
Pena scesa dai 14 anni e 8 mesi inflitti nel palazzo di giustizia lariano agli attuali 14, frutto solo di una base di pena diversa (da cui si è poi detratto un terzo per il rito) e non per eventuali concessioni di attenuanti. A processo c’era il marocchino 30enne Norddine El Amari, assistito dall’avvocato Massimiliano D’Alessio dopo che il precedente legale (Massimo Guarisco, che l’aveva seguito in primo grado) aveva rinunciato di recente al mandato.
Il giovane è stato riconosciuto colpevole anche in Appello dell’omicidio che, il 7 marzo 2017 ad Asso (in località Gemù) costò la vita al connazionale Youness Zarhnoun.
Quest’ultimo fu colpito da un unico fendente inferto con un coltello da cucina poco sotto la scapola.
Colpo che risultò mortale per il dissanguamento, nonostante il disperato tentativo di trasporto in ospedale a Lecco dove il marocchino giunse senza vita. Costituita in aula come parte civile anche l’avvocato Debora Piazza (in rappresentanza dei fratelli della vittima) cui è stata riconosciuta una provvisionale da 40mila euro.
L’approfondimento sul Corriere di Como oggi in edicola

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