Delitto di Stabio: in gennaio la “simulazione”

Si terrà in gennaio la ricostruzione di quanto avvenuto nella villetta di Stabio dove sarebbe stata uccisa Nadia Arcudi, l’insegnante di scuola elementare (35 anni) ritrovata morta in un bosco di Rodero.

Arrestato e accusato del delitto è il cognato della vittima, Michele Egli (42enne) che avrebbe raccontato agli inquirenti di aver agito d’impulso – dunque senza aver premeditato l’azione – e da solo, senza l’aiuto di altre persone. Molti dettagli però ancora non tornano sulla ricostruzione dell’aggressione mortale, così – secondo quanto riferito dalla Radio televisione della Svizzera italiana – si è deciso di effettuare una ricostruzione dell’omicidio secondo quanto raccontato dall’indagato, passaggio che avverrà nella villetta di Stabio dove sarebbe avvenuto il tutto.

Il 42enne ha confessato il delitto nelle scorse settimane, mentre nell’immediatezza dell’arresto aveva riferito di aver trovato il corpo dell’insegnante a terra già privo di vita, e di averlo poi portato nel Comasco solo per nasconderlo e non spaventare i familiari. Tesi a cui gli inquirenti non hanno mai creduto. Il corpo senza vita fu ritrovato in un dirupo del bosco di Rodero, in mezzo a una piccola discarica abusiva, domenica 16 ottobre. Il delitto risalirebbe alla sera di venerdì 14 ottobre.

Articoli correlati