Cronaca

Dem, meno iscritti sul Lario. Ma non è la grande fuga

altIl tesseramento al partito rimane aperto sino alla fine dell’anno La responsabile Ivana Di Carlo: «È cambiato il senso di appartenenza»
(da.c.) Urne piene, sezioni vuote. Una popolare trasmissione tv aveva così sintetizzato, nei giorni scorsi, la notizia della fuga degli iscritti dal Partito Democratico. I dati del 2014, stando a qualche indiscrezione diffusa da Repubblica, sarebbero allarmanti: centinaia di migliaia di militanti decisi a non rinnovare la tessera. Nonostante i trionfi elettorali del premier Matteo Renzi e nonostante le evidenti difficoltà dello storico avversario, Silvio Berlusconi.
Un crollo verticale che

ha fatto alzare la voce all’ex segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, convinto assertore dell’importanza assoluta dei numeri in un’organizzazione politica.
Come stiano davvero le cose si saprà soltanto a chiusura del tesseramento. Certamente, il momento è difficile. A livello centrale così come in periferia. A Como, dove il Pd aveva alla fine del 2013 poco più di 1.400 tesserati, oggi sono soltanto 500 i militanti che hanno rinnovato la loro adesione. Ma in realtà, questo numero è destinato a crescere, anche in modo sensibile.
Spiega infatti Paolo Panizzolo, responsabile organizzativo Dem sul Lario, che «il tesseramento è in corso. Molti circoli non ci hanno tuttora consegnato i tagliandi, non possiamo quindi fare raffronti con il 2013. Peraltro, non abbiamo ricevuto particolari segnali d’allarme».
Con una battuta, Panizzolo tenta di sgombrare il campo da paure e timori: «Non è vero che stiamo maledettamente sotto. Non a Como».
Il Pd lariano ha anche una responsabile del tesseramento provinciale, la canturina Ivana Di Carlo. «Un minimo di calo fisiologico della militanza c’è – dice – E lo osserviamo già da qualche anno. È il riflesso della disaffezione ai partiti, che riguarda tutti. Non si può tuttavia parlare di un crollo degli iscritti, non a Como». Secondo Di Carlo, i cittadini si allontanano dalla politica organizzata «perché è cambiato molto negli anni il concetto di appartenenza. I più giovani, soprattutto, fanno fatica a identificarsi con la tessera, mentre si fanno coinvolgere dalle idee e collaborano comunque con noi».
Il problema del tesseramento ha un riflesso importante sul fronte economico. Meno iscritti significano anche meno soldi in cassa. «Il finanziamento è una sfida per i partiti – dice ancora Ivana Di Carlo – ma da tempo la fonte principale delle nostre risorse economiche non sono le tessere, quanto piuttosto le feste e altri momenti aggregativi».
Per comprendere lo stato di salute del Pd lariano è importante guardare ai due centri più grandi della provincia: Como e Cantù. Stefano Fanetti, segretario cittadino nel capoluogo, parla di un «70% di rinnovi già fatto e di un buon numero di nuovi iscritti. Nel 2013 avevamo 168 iscritti, adesso siamo già ben oltre i 100 ed entro dicembre penso che potremo recuperare».
Anche Filippo Di Gregorio, segretario a Cantù, parla di «un po’ di vecchi iscritti persi per strada compensati però dall’arrivo di molti giovani. L’anno scorso il nostro circolo aveva 92 militanti, alla fine di quest’anno penso che potremo confermare il dato. Il Pd – conclude – è un partito nuovo rispetto a Pci e Dc. Il calo del tesseramento è assolutamente inevitabile».

Nella foto:
Il Partito Democratico soffre di un calo degli iscritti che a livello nazionale potrebbe essere consistente
5 ottobre 2014

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