Dentro il groviglio causato dal Covid-19

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

Dolore e incognite segnano per i comaschi e per tutti gli italiani questo tempo da reclusi. La speranza che il Covid-19 sia sconfitto e che la pandemia finisca presto si alterna a stati d’animo diversi, come in uno sgradevole groviglio. Vediamo perché. Ci sono la preoccupazione e la tristezza per i tanti malati e per le vittime del Coronavirus. Nel Comasco meno che altrove, all’interno di una regione che è l’epicentro del virus. E però, anche tra noi, i casi sono pur sempre numerosi e vale la dolorosa constatazione fatta martedì scorso da Giangiacomo Schiavi sul “Corriere della Sera”: assistiamo all’addio silenzioso di una generazione che se ne va. Una generazione anziana, che ne aveva viste tante, compresa la guerra. Un patrimonio di vite, di umanità, di sapienza che scompare.

Nel groviglio delle menti e dei cuori ci sono anche i rimpianti, a tratti rabbiosi. Per troppo tempo, decenni, abbiamo lasciato che si riducessero le risorse per la sanità pubblica e per la ricerca scientifica. Nell’ignoranza delle conseguenze e nell’indifferenza generale. In parallelo abbiamo accettato che la sanità diventasse sempre di più feudo della politica e sempre meno luogo della lungimiranza. Qualcuno ha scritto che più vivevamo e meno avevamo esperienza della vita in un atteggiamento quanto meno distratto, anche nell’uso e nell’abuso dell’ambiente. Quando l’onda che ci travolge sarà definitivamente passata, quando a poco a poco cercheremo di rimetterci in piedi, dovremo ricordarcene. Come dopo un disastroso conflitto che sterilizza quanto è insignificante, saranno chiare le priorità, pagate però a caro prezzo.

La settimana che si chiude è stata segnata da due costanti: la spasmodica attesa del calo dei contagi, prima incoraggiata e poi delusa da numeri comunque difficili da decifrare davvero, e la grande delusione per l’ennesima mortificante prova data dall’Europa. Restiamo ancora nell’incertezza riguardo all’auspicata tendenza al ribasso e spiazzati per la contrarietà di alcuni Paesi Ue a una misura eccezionale, l’emissione di “coronabond”, titoli per finanziare l’emergenza, nella prospettiva della prossima, boccheggiante, economia. Ci sentiamo offesi da un voltafaccia che rappresenta l’ultimo vulnus a una comunità nata con ben altre prospettive di solidarietà. Restano alcuni giorni per un ripensamento e per un’intesa che salvi il poco restante del progetto comune e che porti ossigeno a famiglie e aziende.

Infine, due considerazioni che riguardano la confusione nella gestione dei moduli a giustificazione di uscite da casa e la riduzione della privacy per rendere più efficaci i controlli su salute e trasferimenti. Pur nell’eccezionalità della situazione, è sperabile che finisca la disorientante raffica dei modelli da compilare. Aggiungiamo che i decreti emanati dal governo presuppongono, per i loro rimandi legislativi, il possesso di un’intera biblioteca giuridica… Quanto alla privacy, la maggior parte di noi è ben disposta a rinunce anche significative per un bene superiore. Purché non si apra una via invasiva e pericolosa per i futuri, agognati, tempi normali.

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