Denunciati presunti bracconieri. Attendevano i cervi a Montemezzo

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Il blitz di notte
Scoperti dalla polizia provinciale che pattugliava la zona

L’accusa è di essere due bracconieri pronti a sparare al primo cervo finito nel mirino. Ed in effetti, nell’auto fermata dopo un lungo inseguimento, sono stati rinvenuti non solo due bossoli vuoti, ma anche un fucile da caccia per ungulati, attrezzi per lavorare subito e macellare la carne, e pure un potente faro modificato in modo da poter essere applicato all’auto. Un fascio di luce utile a immobilizzare gli animali puntandolo contro. Inevitabile, a quel punto, è scattata la denuncia a piede

libero per i due uomini di Sorico, rispettivamente di 46 e 30 anni.
L’intervento è stato portato a termine a Montemezzo, in Altolago, da due pattuglie di guardiacaccia della polizia provinciale. All’origine di tutto c’erano state alcune segnalazioni su dei bracconieri che si aggiravano a ridosso dei boschi del comune. Movimenti sospetti e finalizzati ad attendere l’uscita dei cervi dalla macchia per poi sparare. In quell’area, infatti, pare che la presenza degli ungulati sia massiccia.
Solo che in questo periodo dell’anno la caccia al cervo non è consentita, e tra l’altro questa è sempre vietata di notte e soprattutto in prossimità dei centri abitati, circostanze queste ultime due in cui pare abbiano operato i due uomini. La polizia provinciale ha così intensificato i controlli in tutta l’area fin quando, nella notte tra mercoledì e giovedì, intorno alle 22.40, l’auto dei presunti bracconieri è stata intercettata. Alla vista degli agenti, i due hanno invertito il senso di marcia e sono scappati in direzione della montagna, lungo le frazioni Montemezzo. I guardiacaccia sono comunque riusciti a fermarli e a identificare le due persone che sono ora state denunciate alla procura della repubblica di Como.
L’auto, come detto, era stata “preparata” con un potente faro utile a individuare e immobilizzare le bestie uscite dal bosco.
Uno dei due identificati, il più anziano, aveva sia il permesso per cacciare sia il porto d’armi. Ma le modalità del suo operato non gli hanno scongiurato sia la denuncia per porto abusivo d’arma, sia una lunga trafila di infrazioni venatorie. A partire ovviamente dal fatto che non era possibile cacciare i cervi, come pure questa pratica non è consentita di notte e sparando dall’interno dell’auto come pare i due stessero facendo. Tanto che sono stati rinvenuti nell’abitacolo due bossoli. Tra l’altro, i presunti bracconieri erano troppo vicini al centro abitato, e buon ultimo hanno anche tentato la fuga in auto, costringendo gli agenti ad un inseguimento di almeno un chilometro.
Ora toccherà alla Procura della Repubblica valutare la posizione delle persone identificate.

M. Pv.

Nella foto:
In questo periodo dell’anno la caccia al cervo non è consentita. Ancor meno di notte e nei pressi di un centro abitato

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