Denunciato per tentata truffa venditore di rilevatori di gas

Una gazzella dei carabinieri

Vendeva porta a porta sistemi di rilevamento di fughe di gas per conto di un’azienda del Bresciano. L’uomo, un 35enne albanese residente nel Bergamasco, è stato denunciato a piede libero dai carabinieri della stazione di Lurago d’Erba con l’accusa di tentata truffa. Le modalità di vendita, secondo i militari dell’Arma, sono infatti truffaldine, anche se il dispositivo è reale ma non dotato delle necessarie certificazioni.

I carabinieri, al momento, contestano al 35enne due tentati raggiri ai danni di altrettante pensionate di Merone, rispettivamente dell’età di 84 e di 74 anni. Indagini sono in corso, tuttavia, per accertare altre eventuali truffe o tentativi di truffa avvenuti altrove in provincia di Como. La vicenda ha dato lo spunto ai militari dell’Arma per rilanciare l’allarme raggiri, invitando i cittadini – in special modo gli anziani – a non lasciar entrare in casa estranei che si spacciano per venditori e, in caso di dubbio, ad allertare il numero di emergenza 112.

Proprio per l’emergenza truffe, nelle prossime settimane i carabinieri organizzeranno incontri di sensibilizzazione in tutta la provincia, anche nelle parrocchie. Spesso sedicenti venditori riferiscono ai proprietari di casa che i dispositivi da loro proposti sono obbligatori per legge e che soltanto per un giorno hanno un costo vantaggioso di 250 euro. In realtà, dispositivi analoghi e dotati delle necessarie certificazioni sono in commercio a prezzi sensibilmente più bassi, come è possibile constatare attraverso Internet.

Il consiglio delle forze dell’ordine, dunque, è di prestare sempre la massima attenzione e di segnalare le presenza di venditori “sospetti”. Le società che mandano loro agenti nelle case per il porta a porta – è bene saperlo – sono peraltro tenute a segnalare ai Comuni e agli stessi Carabinieri la loro presenza. E l’invito è di diffidare anche nei confronti di presunti agenti o venditori che nella loro documentazione hanno fogli in cui – per carpire la fiducia delle persone – vengono copiati e incollati gli appunti delle forze dell’ordine.

 

 

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