Depositato ieri il quesito referendario. Sul futuro dell’area ex Ticosa potranno (forse) decidere i cittadini

Progetto Ticosa

Tredici parole, compresi articoli e preposizioni. In spregio evidente a ogni scaramanzia. Il quesito che ieri mattina Alessandro Rapinese ha depositato in cancelleria a Palazzo Cernezzi è secco: «Vuoi che il Comune di Como sposti suoi uffici nell’area ex Ticosa?». Una domanda tanto semplice quanto definitiva. Un sì popolare darebbe legittimazione alle scelte sin qui fatte dalla giunta di centrodestra. Un no potrebbe diventare una pietra tombale su ogni possibile progetto. Difficile andare in direzione contraria alla volontà dei cittadini.
La vicenda Ticosa ricomincia quindi da un referendum consultivo. Che potrebbe essere celebrato in autunno.
Il condizionale è d’obbligo. Prima di dare la parola agli elettori bisogna verificare l’ammissibilità del testo e raccogliere circa 5.600 firme. Una montagna, che Rapinese si dice però pronto a scalare, persino in allegria. «Il numero di firme non mi spaventa, per una forza che ambisce a governare la città questo è un obiettivo possibile. Ai comaschi dico che nelle prossime settimane potrebbero sentire suonare il citofono e ritrovarsi alla porta di casa Matteo Salvini o Alessandro Rapinese».
Scherzi a parte, se dalla giunta dovesse arrivare il sì al referendum, la Lista Rapinese avrebbe 120 giorni di tempo per convincere l’8% degli elettori a sottoscrivere la richiesta di consultazione popolare.
«I motivi per farlo sono moltissimi – ha ripetuto ieri Rapinese ai microfoni di Etv – Il Comune di Como ha centinaia di immobili malmessi e dovrebbe dare il buon esempio recuperando le sue proprietà. Temo che la giunta sia in questo momento del tutto scollata dalla realtà. Tenta unicamente di gettare fumo negli occhi della gente con progetti inutili».
La contrarietà all’idea di spostare il municipio nella ex Ticosa è, da parte del consigliere di opposizione «totale». E la scelta di proporre un referendum ha un obiettivo evidente: bloccare sul nascere ogni discussione sull’ipotesi fortemente voluta dall’assessore Marco Butti e dallo stesso sindaco Mario Landriscina. Intanto, però, lunedì pomeriggio in commissione II andrà in scena il primo confronto sul masterplan Ticosa. Favorevoli, contrari, dubbiosi e possibilisti verranno finalmente allo scoperto.

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