Derby, primi provvedimenti dopo la guerriglia urbana. Si guardano i filmati per emettere i Daspo
Cronaca

Derby, primi provvedimenti dopo la guerriglia urbana. Si guardano i filmati per emettere i Daspo

I tifosi del Varese allo stadio Sinigaglia I tifosi del Varese allo stadio Sinigaglia

Sassaiola, lanci di bottiglie, autobus fermati e caricati. Come ampiamente annunciato, la città domenica è stata messa a ferro e fuoco dai tifosi arrivati per assistere al derby tra Como e Varese. Ieri è stata la giornata dei primi bilanci e delle tante reazioni.
Per il questore di Como Giuseppe De Angelis il peggio è stato scongiurato. Le tifoserie non sono mai entrate in contatto. È stato sventato l’agguato alla stazione di Grandate, facendo scendere i tifosi di Varese a Fino Mornasco e spiazzando così gli ultras del Como.
Il questore ha elogiato la società azzurra, che ha pagato gli autobus e 25 steward per il servizio d’ordine, ma anche parlato di «attacco preordinato» riferendosi alle cariche alla polizia.
La prima contro 15 agenti, poi raggiunti dai colleghi.

Almeno un centinaio i responsabili delle violenze, secondo la Questura. Tre le denunce per danneggiamento presentate da altrettanti automobilisti rimasti imbottigliati durante le cariche dei tifosi. Lo stadio è stato più volte bonificato prima della partita. Non sono stati effettuati arresti nell’immediato, ma i provvedimenti arriveranno.
«Abbiamo avuto solo due agenti leggermente contusi – dice il questore – Abbiamo messo a punto un piano per tenere divise le tifoserie e ha funzionato. Non ci sono stati contatti. A fine partita purtroppo c’è stato un vile attacco dei tifosi alle forze dell’ordine, un tentativo subito arginato da una reazione immediata».
L’Osservatorio che valuta il livello di rischio delle partite, composto dai rappresentanti di tutte le forze dell’ordine e della Lega Calcio aveva definito la partita di ieri “ad alto rischio” ma senza chiederne lo svolgimento a porte chiuse.

«Non commento queste decisioni – ha detto il questore a Etv – Le decisioni della commissione vengono applicate e il dispositivo di sicurezza ha funzionato. Abbiamo scortato i tifosi dal treno, e questo ci ha permesso di far entrare gli ospiti senza contatti. Lo stesso è accaduto a fine partita. C’erano alcuni gruppi appostati con le pietre, lo abbiamo accertato e abbiamo deviato il percorso dei tifosi verso Fino Mornasco. Anche questo ha funzionato. Abbiamo presidiato tutte le quattro stazioni fino a Saronno e non è successo niente. Non ci sono neppure stati danni ai treni e ai bus».
«I bilanci si fanno così – ha concluso De Angelis – Non abbiamo avuto feriti a eccezione delle lievi contusioni dei due agenti. Lo stadio del resto è in città, non si può pensare di bloccare il traffico per ore. Mi spiace davvero per i disagi ai residenti».
Erano 160 i tutori dell’ordine impegnati ieri, tra polizia e carabinieri. Tra questi un centinaio di “celerini” specializzati ino ordine pubblico, tutti in tenuta antisommossa. Dieci uomini della scientifica avevano il compito di filmare, uno a uno, tutti i tifosi. Dall’analisi dei file arriveranno nei prossimi giorni i provvedimenti. Una “valanga” di Daspo, secondo gli addetti ai lavori.
I problemi si sono registrati prima e dopo la partita. Per evitare di bloccare Como, i tifosi ospiti sono stati fatti arrivare in bus al Sinigaglia. All’ingresso c’è stato un tentativo di forzare il cordone delle forze dell’ordine con tafferugli che sono stati fermati con l’uso dei lacrimogeni. Guerriglia urbana dopo il match, con il tentativo dei sostenitori lariani di assalire, da viale Masia, i pullman che stavano portando fuori città i fan biancorossi. Le forze dell’ordine hanno risposto con il lancio di lacrimogeni e una carica in viale Rosselli. La situazione è tornata alla normalità verso le 17,45.

I tifosi azzurri dispersi con i lacrimogeni I tifosi azzurri dispersi con i lacrimogeni

I primi provvedimenti intanto sono arrivati sul fronte sportivo. Un conto salato per le società calcistiche.
Al Como multa e una gara a porte chiuse. È questa la decisione del giudice sportivo della Lega di serie D.
La multa è di 2.500 euro, mentre la partita a porte chiuse sarà quella contro il Derthona, in programma domenica prossima. Gli azzurri saranno impegnati in trasferta anche a Inveruno contro l’Arconatese. Al momento non sono previste limitazioni per la trasferta.
La società sportiva, come noto, è direttamente responsabile anche del comportamento dei tifosi.
Oltre ad avere caricato le forze dell’ordine e bloccato il traffico prima e dopo la partita, i supporters del Como hanno introdotto e utilizzato materiale pirotecnico (sei fumogeni) all’interno del settore loro riservato. La curva del Como è peraltro recidiva in materia.
Anche il Varese Calcio ha avuto una multa con importo identico a quella dei padroni di casa, si tratta di 2.500 euro per avere «lanciato fumogeni e sassi all’indirizzo dei sostenitori avversari i quali tenevano analoga condotta».

16 gennaio 2018

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Redazione Corriere di Como

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