«Desidero che la mia vita finisca in modo sereno e felice»

Mirella Giuliani: «Nessuno di noi vuole imporre scelte difficili»
«La mia angoscia più grande è che il mio corpo sopravviva a me stessa. Non lo potrei accettare e farò tutto quanto in mio potere perché questo non accada». Mirella Giuliani ha il piglio deciso di chi è sicuro di sé e ha le idee ben chiare. Dei suoi primi 76 anni di vita è evidentemente fiera e soddisfatta. Così come è felice della sua esistenza attuale. Proprio per questo, non vorrebbe trovarsi all’improvviso a vivere un incubo quando si avvicinerà il momento della fine.
Seppure in perfetta forma e senza particolari problemi di salute, Mirella ci pensa da tempo. E ha messo le mani avanti, nella speranza di riuscire a vedere esaudito anche il suo desiderio più estremo. «Ho avuto e ho una bella vita – dice tranquillamente – Un’esistenza serena e felice che spero possa concludersi in modo altrettanto sereno. Ci penso da tempo e la mia più grande paura è proprio di essere costretta a prolungare, contro la mia volontà, un’esistenza che non vorrei più». Sposata e madre di due figli – uno dei quali medico – una casa a Como, in via Roncate, all’attivo un lungo elenco di attività soprattutto di volontariato al servizio degli altri, Mirella Giuliani da anni ha aderito a Exit Italia. «Lo confermo senza alcun problema. È una cosa di cui andare fieri e non certo da nascondere», dice mostrando la tessera dell’associazione che si batte per «il diritto a una morte dignitosa» e pure il bollettino del versamento di 20 euro che conferma la sua iscrizione.
«Mi sono iscritta alcuni anni fa – dice la donna comasca – e non ho mai avuto alcun dubbio su questa scelta, che ho fatto consapevolmente. Ho redatto il mio testamento biologico e della mia volontà, naturalmente, sono a conoscenza i miei familiari. Ho un figlio medico, ma non potrei mai chiedere a lui di aiutarmi a realizzare la mia volontà in caso di necessità, perché lo rovinerei».
Nell’ultimo periodo, come riferito dal presidente di Exit Italia, Emilio Coveri, da Como sono in aumento i casi di iscrizioni di coppia all’associazione. «Non è il mio caso, perché mi sono iscritta da sola – dice Mirella – Mio marito è più titubante e per il momento non ha voluto fare questo passo. Per me non è certo un problema. Ho sempre voluto decidere autonomamente, senza coinvolgere altre persone e, soprattutto, senza pesare su nessuno».
Un paziente che voglia accedere al suicidio assistito deve fare tutto da sé e non può essere accompagnato. Le leggi italiane, in questo senso, sono chiare e severe e violarle significa rischiare il carcere. Naturalmente, le normative valgono anche per l’associazione Exit, che non può accompagnare gli associati in Svizzera al momento dell’assunzione del cocktail letale di farmaci.
«So benissimo che non è affatto semplice concretizzare la volontà di andare in Svizzera per il suicidio assistito – aggiunge la donna comasca – Dobbiamo arrangiarci da soli. La pratica, peraltro, può essere effettuata in casi gravissimi e malattia terminale, quindi naturalmente non è affatto scontato che una persona, che pure ha manifestato una volontà precisa, possa ribadirla e concretizzarla. È un problema serio».
Quasi inevitabile l’appello finale. «Sono straconvinta della necessità di garantire il testamento biologico e la libera scelta sulla fine della vita – conclude Mirella Giuliani – A chi la pensa diversamente nessuno vuole imporre nulla. Chi la pensa come me lascia la massima libertà di scelta a chi vede le cose diversamente e vuole morire diversamente. Non imponiamo nulla, questo è il punto di forza e l’argomentazione più valida a sostegno della nostra tesi. Chiediamo soltanto che ci sia data la possibilità di decidere autonomamente come mettere fine alla nostra esistenza in Terra».

Anna Campaniello

Nella foto:
Mirella Giuliani, 76 anni, è iscritta da molto tempo all’associazione “Exit Italia” e si dice convinta di una scelta che possa permetterle di decidere autonomamente il modo e il tempo di lasciare la vita terrena (foto Mattia Vacca)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.