Detenuto manda all’ospedale 9 agenti

Emergenza al Bassone
“Guerriglia” ieri a mezzogiorno nella cella di un nordafricano
Nove agenti feriti. È una sorta di bollettino di guerra quello stilato ieri dal sindacato delle guardie penitenziarie per raccontare un episodio di violenza inaudita che ha avuto come protagonista un detenuto nordafricano.
L’uomo, già trasferito da altri istituti di pena proprio per il suo carattere “ribelle”, si è praticamente barricato in cella minacciando il suicidio con l’inalazione del gas di un fornello da campeggio.
Per evitare che gli agenti potessero intervenire e fermarlo
, il nordafricano ha cosparso il pavimento di sapone e olio.
Tre uomini della polizia penitenziaria hanno riportato la peggio, con fratture per cui è stata necessaria un’ingessatura. Altri hanno dovuto sopportare contusioni al volto seguite alla colluttazione con il detenuto. Altri ancora sono stati intossicati dal gas e dalla polvere di un estintore e sono adesso sotto osservazione al centro antiveleni.
Insomma, una vera e propria «guerriglia» – così la definisce Francesco Panico in servizio al Bassone e segretario del Sinappe, una delle sigle sindacali della polizia penitenziaria. «Quando gli agenti hanno ricevuto l’ordine di fare irruzione nella cella si sono trovati di fronte una “belva” impazzita – dice ancora Panico – Aveva predisposto il suo terreno di battaglia cospargendo l’intero pavimento di olio. Inoltre, ha saturato l’ambiente di gas e ha tentato di dar fuoco alla cella con un accendino».
Massimo Corti, responsabile del sindacato di polizia penitenziaria affiliato alla Cisl, parla di «situazione esplosiva. Nove agenti hanno dovuto ricorrere al medico. In pochi si rendono conto di quali siano le condizioni in cui lavoriamo». Nel carcere di Como gli agenti in servizio dovrebbero essere 390, ma allo stato attuale ne mancano in pianta organica almeno 80. «In Lombardia – insiste Corti – le carceri potrebbero ospitare fino a 4.500 detenuti, in realtà ce ne sono più di 9.000».
Intanto, il nordafricano protagonista della “battaglia” di ieri è stato portato in isolamento, in una cella cosiddetta “nuda” (o liscia), ovvero senza suppellettili. È guardato a vista e sarà denunciato alla Procura di Como per aggressione e altri reati.

Nella foto:
Nel carcere del Bassone la pianta organica della polizia penitenziaria è in apnea

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