Determinanti le immagini delle telecamere in stazione

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Le indagini

(a.cam.) Le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stazione di Mozzate. I tabulati telefonici del cellulare della vittima. Le verifiche sugli spostamenti dell’ex compagno. La testimonianza degli egiziani che hanno visto fuggire l’assassino. Un insieme di elementi che i carabinieri di Como e di Cantù, in poche ore, hanno saputo unire l’uno all’altro. Fino a stringere il cerchio sull’assassino di Lidia Nusdorfi.
Per dare un nome all’omicida sono bastate poco più di 24 ore. Ora, le indagini proseguono per chiarire

definitivamente alcuni dettagli del delitto. Al vaglio, in particolare, la posizione dell’uomo che ha dato appuntamento a Lidia in stazione. Avrebbe contattato la 35enne per conto di Dritan Demiraj, l’ex compagno della vittima, combinando l’incontro al quale poi si è presentato l’albanese. Da chiarire anche il ruolo della 37enne romagnola denunciata per favoreggiamento.
Le riprese delle telecamere di sorveglianza sono state uno dei primi elementi su cui si sono concentrati gli inquirenti. L’omicidio è stato interamente filmato. L’assassino di Lidia si era premurato di proteggersi il volto con un ombrello. Una precauzione che però non è bastata. Nei momenti concitati della fuga, infatti, il 29enne si è in parte scoperto il viso. Fotogrammi preziosi per i carabinieri, soprattutto uniti alla descrizione dei testimoni che hanno visto fuggire l’uomo. Determinanti anche i tabulati telefonici. Già domenica mattina i carabinieri avevano accertato che Lidia aveva un appuntamento con qualcuno in stazione alle 19.30 di sabato. Chiamate e messaggi del cellulare sono serviti poi per ricostruire le relazioni che la donna ha avuto negli ultimi mesi, ovvero da quando ha deciso di lasciare Rimini per trasferirsi a Mozzate.
Nel momento in cui l’attenzione si è concentrata sull’ex compagno della vittima, gli inquirenti hanno cercato ulteriori riscontri della possibile presenza di Demiraj a Mozzate. Al vaglio, in queste ore, gli spostamenti dell’uomo. In particolare si cercano riscontri e conferme del viaggio in auto del 29enne da Rimini a Como e ritorno.
Nelle prossime ore sarà poi fatta l’autopsia sul corpo della 35enne. L’esame dovrà chiarire i dettagli dell’aggressione. La donna è stata uccisa quasi certamente con un coltello, ma l’arma del delitto non è stata trovata. Demiraj ha detto di averla buttata nel viaggio di ritorno, all’altezza di una rotonda, ma senza chiarire esattamente dove.

Nella foto:
Le indagini dei carabinieri si sono concentrate subito sulla pista passionale

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